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Curiosando nel comodino della mia vecchia stanza tanti quaderni disordinati con tanti miei scritti. Rileggendoli, questo mi ha colpito. Non ricordo quanti anni avevo. Il testo originale era già stato gettato ed è rimasta una stampa recente.  L’ho letto e ho rivissuto quella scena. Dal tedesco forzato ero sicuramente bambina. Ho rivissuto l’emozione, ma non sono riuscita a rivivere i nostri volti. Non ho cambiato nulla per non frantumare quell’emozione.

 

Avrà avuto vent’anni

il ragazzo che suonava la chitarra

in mezzo alla strada

di una via del centro

durante le feste di natale…

I suoi occhi erano tristi e freddi,

ma allo stesso tempo impauriti,

emanavano tanta voglia di avere un pò d’affetto,

tanta paura di non farcela più…

Le sue mani erano gelate e rosse,

ricoperte di tante piccole piaghe.

Il suo abbigliamento era transandato e sporco,

e troppo leggero per quella stagione fredda…

Una ragazza gli si avvicinò per fargli i complimenti,

ma egli reggrinzò la fronte e disse in fretta:

“wie bitte?”

e allora io mi diressi verso di lui e gli dissi:

“Brav! Du bist jung und du glaubst, alles machen zu koennen”

e me ne andai, dissolvendomi nel nulla,

nel freddo e nel buio della nostra mente…

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