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Caro Mastro,

alzo lo sguardo verso il cielo grigio che tanto amo e mi vieni in mente tu. Avverto un brivido e una forte emozione. Il  brivido prende il sopravvendo e la lettera si compone da sola. Ripenso al fiore di cui ti ho scritto ieri. Oggi, più che mai, è forte il pensiero di quel piccolo fiore.  Il fiore ondeggia ad un vento inesistente. Tutto è immobile. Solo il piccolo fiore ondeggia. Cerca con tutta la sua forza di rimanere immobile, ma non ci riesce. Il piccolo fiore si sente senza energia e appassito. Il piccolo fiore urla disperatamente e chiede aiuto al grande mondo. Il mondo non riesce ad ascoltare la sua richiesta di aiuto. Diverse le lingue parlate dal piccolo fiore e dal grande mondo. Una lacrima scivola sul volto del piccolo fiore. Poi, un pianto a dirotto. Il piccolo fiore alza lo sguardo verso il grande cielo grigio e il cielo lo abbraccia con un manto di soffice nebbia. Il piccolo fiore si addormenta stremato in un sonno ristoratore. Domani è un nuovo giorno e il grande mondo forse comprenderà la richiesta di aiuto del piccolo fiore.

Caro Maestro,

quanti piccoli fiorni in questo grande mondo. Ogni tanto anch’io mi sento piccolo fiore.

Un abbraccio di amicizia.

Piccola Luce

P.s. Maestro, la tua mail è un raggio di sole per questo piccolo fiore.

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