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Ero una bambina molto bella e sempre vestita da bambolina, poi ero un vero maschiaccio. Se c’erano bambini che giocavano io facevo i dispetti e se qualcuno mi picchiava io picchiavo più forte. Bambolina fuori. Maschiaccio dentro.

Non mi sentivo diversa, questo no (ero già sicura di me da piccola) ma ci rimanevo male perchè avevo pochi giocattoli, perchè i miei genitori non mi difendevano mai. Ma i complessi non sapevo cosa fossero.

Non mi ricordo molto di quando ero bambina, ma dovevo essere una tipina niente male.

A scuola ero un disastro e non solo perchè la maestra pensava che fossi ritardata, ma perchè tutto quello che faceva in classe mi annoiava. Non avevo amichette, ma i miei genitori non facevano certo in modo di farmi giocare con i miei compagni di classe. Giocavo con Michela la mia vicina di casa e con Alda e Martina, che prima abitavano nel nostro palazzo e poi si sono trasferite. Quando i nostri genitori hanno litigato tra loro io, mamma e Alberto ne abbiamo sofferto moltissimo.

Io da bambina andavo a nuoto con Alberto e mi piaceva molto.

Io da bambina ero sempre sorridente, poi è iniziata la fase in cui ho messo il muso e non sorridevo mai.

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