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Up date: 23.03.2010

“Sei un terremoto entrato in punta di piedi nella mia vita, ti sei seduta capo tavola e hai iniziato ad impartire”

Nel giorno della notte queste parole mi tengono per mano.

Monica, sei un terremoto.

La mia prima estate al mare. Maggio del ’73. A dire dei miei devo aver mangiato più sabbia che altro, e poi ridevo.

La mia mamma e la mia zia Mariolina (sorella della mia mamma nochè da sempre la mia zia preferita) mi hanno sempre raccontato che su a Barchi dal nonno ero un terremoto. Mangiavo tutto quello che trovavo, dai mozziconi di sigaretta alle cacche delle galline. E ridevo…

Non stavo mai ferma. Non facevo nulla di quello che mi veniva detto. Combinavo un sacco di guai. E ridevo.

Tutti mi adoravano. Ridevo sempre. Ma ero un vero terremoto.

Sono rimasta tale.

Oggi che sono grande rimango come quando ero piccola.

Lucrezia, la bimba della mia amica Lara mi chiama amica Bimba Grande. Non riesce a capire perchè guido e vado in giro da sola, perchè nella sua mente sono come lei che di anni ne ha fatti 5 il 2 Maggio e come le sue amichette dell’asilo.

Oggi sono ancora così.

Ho lo spirito di quando ero bambina.

 

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