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Erano giorni caldi, direi afosi. In città non si respirava. (Voi direte, ma tu non c’eri. Non c’ero ancora, ma stavo per arrivare). Sarei dovuta nascere in Luglio ed essere cancro, ma NON VOLEVO NASCERE. Sono nata con il taglio cesareo (se no penso che sarei ancora là).

Quando mia mamma mi ha visto, al risveglio dall’anestesia, ero un piccolo mostricciattolo. La vestina rosa era tutta macchiata di sangue e mia mamma si è spaventata moltissimo. In realtà, e per fortuna, non era niente di grave (ma sarebbe potuto esserlo). Con il bisturi mi hanno tagliuzzato l’orecchio (ancora oggi ho la ciccatrice).

Ero una vitellina, quasi 4 kg di bimba rompiscatole.

Già dalle prime ore di vita la mia mamma e il mio papà hanno capito che sarei stata una rompiscatole.

Io non piangevo, urlavo.

Io non volevo il latte materno, ma solo il latte artificiale dal biberon. E mia mamma che si faceva le punture per mandarlo via. (ma non esisteva a quei tempi la banca del latte? O non poteva provare a toglierselo e a darmelo con il biberon. Qui giorni sembrano il medio evo.)

Di notte urlavo (ma avevo fame; ma perchè non mi davano da mangiare???). Poi mia mamma se ne è fregata delle indicazioni dei medici ha iniziato a darmi da mangiare quando avevo fame e non ero poi così rompiscatole.

Ero già leoncino dalle prime ore di vita…

 

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