UN GRANDE CIELO ED UNA PICCOLA STELLA

Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perchè ancora più triste è tra tristezza di non poter sorridere.E dici poco tu?

Antico

E ancora una volta rispondo ad un pezzo in prosa di Alfonso, con una poesia. Non è una cosa voluta. Ma le cose più belle sono quelle che capitano senza particolare motivo, anche se un motivo c’è sempre. Non per forza dobbiamo capirlo, però. Questo il post che mi ha ispirato:

http://alfonsomormile.wordpress.com/2009/09/27/di-antiche-melodie/

e per mantenere una promessa fatta a Balibar, che poi dice che lo cito per dire solo che mi snobba (che poi è vero, che mi snobba) condivido questa posia con tutte le anime belle del mio cielo…

(Tratto dalla Promessa a Balibar) Come sai, penso che ci sia sempre spazio per migliorarsi e quindi prendo spunto da questa tua precisazione per cercare di far tornare tutti i conti sul mio blog. Se lascio importanti parti di me su blog amici, e questo continuerò a farlo per il modo in cui concepisco la blog amicizia e il commentare, cercherò anche di indicarli anche da me, in modo che chi non frequenta costantemente i miei blog amici non si perda nulla di me. Non pensavo fosse una limitazione del mio blog, ma se me lo fai notare chissà quante anime belle hanno lasciato il mio cileo per lo stesso motivo.

 

Antico

Antico ricordo
nella nostra memoria
di uomini

Antico sapore
di quel pane
cotto nel forno a legna
il suo profumo
oggi è un’emozione lontana

Antica sensazione
di giochi di sole
e di complicità di gocce di pioggia

Antico il ricordo
dell’io bambino

Antico il ricordo
di un sogno a colori
di musiche di progetti
di sensazioni lontane

Antico il ricordo
di un sogno a colori

28 Settembre 2009 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | , , , , , , , , | 6 Commenti

verso la Monica che sono oggi

Improvvisamente mi sono ritrovata grande. Improvvisamente mi sono ritrovata la Monica che sono oggi, determinata, insistente, orgogliosa, piena di energie e di voglia di fare.

Ricordo con serenità il periodo dell’Università. Come dico sempre non avrei potuto scegliere facoltà diversa, Economia, perchè è come me è varia, mutevole e non ci si annoia mai. Avrei voluto farla a Milano, in Cattolica, ma l’anno prima che la iniziassi io l’hanno messa a Piacenza e così ho dovuto andare qui. Da un lato era comoda, perchè andavo in bici e tranne un anno che mi sono fermata in mensa tornavo a casa per pranzo. La cosa che non mi è mai piaciuta di questo tipo di università è l’ambiente ristretto, sembrava di essere a scuola.

Università e amicizia. Il primo anno creiamo un gruppo ben affiatato, ma poi mi allontano perchè non sopporto la falsità, l’ipocrisia, l’approfittarsi degli altri. Ricordo Fiorella priva assolutamente di personalità e falsa come l’anima di Giuda. Sara, apparentemente amica e dietro un mare di falisità. Proprio qui conosco Barbara che per quattro anni è la mia migliore amica. Parlando di Barbara mi viene sempre il mal di stomaco. O Rita che forse è una delusione più di Barbara. E’ stato un periodo bello, ma duro, per potermi laureare in 4 anni.

Il periodo più bello in assoluto rimane l’ Erasmus. Erasmus nella mia memoria vuol dire libertà, indipendenza, Germania, primi amori, amici importanti scomparsi nel nulla, ma non dai miei pensieri. Erasmus vuol dire lacrime quando devo tornare a casa. Erasmus sarà sempre nel mio cuore.

E poi la discussione della mia tesi. La fine di un periodo bellissimo. La fine del mio essere ragazzina. Discussione a porte chiuse (ero la prima a Piacenza), ma ero troppo tesa.

 

19 Settembre 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | | Ancora nessun commento.

Io da bambina

Ero una bambina molto bella e sempre vestita da bambolina, poi ero un vero maschiaccio. Se c’erano bambini che giocavano io facevo i dispetti e se qualcuno mi picchiava io picchiavo più forte. Bambolina fuori. Maschiaccio dentro.

Non mi sentivo diversa, questo no (ero già sicura di me da piccola) ma ci rimanevo male perchè avevo pochi giocattoli, perchè i miei genitori non mi difendevano mai. Ma i complessi non sapevo cosa fossero.

Non mi ricordo molto di quando ero bambina, ma dovevo essere una tipina niente male.

A scuola ero un disastro e non solo perchè la maestra pensava che fossi ritardata, ma perchè tutto quello che faceva in classe mi annoiava. Non avevo amichette, ma i miei genitori non facevano certo in modo di farmi giocare con i miei compagni di classe. Giocavo con Michela la mia vicina di casa e con Alda e Martina, che prima abitavano nel nostro palazzo e poi si sono trasferite. Quando i nostri genitori hanno litigato tra loro io, mamma e Alberto ne abbiamo sofferto moltissimo.

Io da bambina andavo a nuoto con Alberto e mi piaceva molto.

Io da bambina ero sempre sorridente, poi è iniziata la fase in cui ho messo il muso e non sorridevo mai.

4 Agosto 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | | 5 Commenti

La mia maestra

La mia maestra pensava che arrivassi fino a mercoledì e quando l’ha detto a mia mamma lei ha pianto. (io fino a mercoledì, ma che gente è autorizzata a insegnare e cosa insegna ai nostri bambini?)

La mia maestra pensava che non fossi portata per nulla (io non portata per nulla?) e che avessi problemi a socializzare (io problemi a socializzare?)

Ha persino detto alla mia mamma di portarmi dallo spichiatra che per tutta risposta ha detto alla mia mamma che ci sarebbe dovuta andare la maestra dallo psichiatra.

In classe facevo confusione, mi annoiavo, non ero certo quella che si potesse definire una bambina calma e tranquilla, ma a detta dello psichiatra avevo un’intelligenza molto acuta, a me bastava pochissimo per apprendere, e avevo una memoria eccezionale.

La mia maestra continuava a pensare che io arrivassi fino a mercoledì. (e lei fino a che giorno arrivava)

Quando mi sono laureata a pieni voti in 4 anni (con tanto di Erasmus in Germania) (anche la maturità non era andata niente male) mi ha telefonato (io non l’ho certo informata) e mi ha detto: Con te ho veramente sbagliato tutto.

La mia maestra.

4 Agosto 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | , , | 8 Commenti

La mia infanzia

Ricordi sfocati nella mia mente.

Vacanze al mare. Resto dell’estate su in campagna.

Educazione severa. (penso di aver più preso più botte io di Ivan il Terribile, ma servono a qualcosa)

Ricordi sfocati.

Mamma dolcissima che adoravamo e adoriamo. Tutto ci concedeva.

Papà severo ancora oggi temuto da tutti, ma non da me.

Ricordi sfocati.

Bambina felice, ma diversa, diversa da tutti i bambini normali.

1 Agosto 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | | Ancora nessun commento.

Monica, sei un terremoto

Monica, sei un terremoto.

La mia prima estate al mare. Maggio del ‘73. A dire dei miei devo aver mangiato più sabbia che altro, e poi ridevo.

La mia mamma e la mia zia Mariolina (sorella della mia mamma nochè da sempre la mia zia preferita) mi hanno sempre raccontato che su a Barchi dal nonno ero un terremoto. Mangiavo tutto quello che trovavo, dai mozziconi di sigaretta alle cacche delle galline. E ridevo…

Non stavo mai ferma. Non facevo nulla di quello che mi veniva detto. Combinavo un sacco di guai. E ridevo.

Tutti mi adoravano. Ridevo sempre. Ma ero un vero terremoto.

Sono rimasta tale.

Oggi che sono grande rimango come quando ero piccola.

Lucrezia, la bimba della mia amica Lara mi chiama amica Bimba Grande. Non riesce a capire perchè guido e vado in giro da sola, perchè nella sua mente sono come lei che di anni ne ha fatti 5 il 2 Maggio e come le sue amichette dell’asilo.

Oggi sono ancora così.

Ho lo spirito di quando ero bambina.

 

1 Agosto 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | | Ancora nessun commento.

Ricordi di bambina

Sono sui gradini dell’asilo. Piango e urlo. Mia nonna mi è venuta a prendere. Urlo disperata. Voglio la mia mamma. La mia mamma non c’è. E’ a casa con il fratellino piccolo. Mia nonna mi trascina giù per le scale. Piango. E’ una brutta strega. Non la voglio. Non mi ricordo che giorno fosse, ma ricordo che è stato l’ultimo giorno (non ci devo essere andata per più di qualche giorno). Avevo tre anni.

Sono nel bosco a Barchi a casa di mio nonno. E’ autunno. Le foglie per terra. Sono con mio nonno e mio fratello. C’è anche il cagnolino. Sono felice. Sto bene. Avrò avuto massimo 8 anni.

Sono sulla scalinata della chiesa. Fuori piove. Ho su un bellissimo vestitino di piquet e pizzo. I capelli lunghissimi sciolti con i fiorellini. Piove. Ho freddo. Guardo tra le tante persone. Non vedo la mia mamma. Mi sento persa. E’ il giorno della mia prima comunione. Ho dieci anni.

Sono in una stanza grande. Non c’è aria. Poche cose in un armadietto. La doccia tutti nudi insieme. Non mi piace. Non voglio starci. Non piango. Ma non ci sto bene. Sono al mare a Cesenatico. Mi piace il mare. Non mi piace la colonia. Ho finito la quinta elementare ho 11 anni. Odio la colonia. Non ci volevo venire e mi hanno anche tagliato i miei bellissimi capelli lunghi. Odio la colonia.

Sono in un parco durante una gita a Mantova. Sono le medie. Non ricordo quanti anni avevo. Mi diverto. E’ la prima volta che mi diverto con i miei compagni di classe.

 

31 Luglio 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | , , | 11 Commenti

Due scene nella mia memoria di bambina

Io bambina. Due scene nella mia memoria.

La prima. Avevo due anni. Io sull’angola del terrazzo della cucina. Piango. Piango fortissimo. La mia mamma scende dalla macchina. Il mio fratellino non c’è. Dov’è? Perchè non è con la mia mamma? Piangevo fortissimo. Aspettavo il mio piccolo fratellino e non c’era. La mamma era triste. Mi ha abbracciato fortissimo e mi ha detto: Ti voglio tanto bene amore mio. E io piangevo. Il mio fratellino era volato in cielo ancora prima di nascere.

La seconda. Io e il mio papà eravamo in macchina e da Bobbio andavamo a Montechino. Ci siamo fermati a prendere l’acqua ad una fontana. L’ho cercata. Non l’ho mai più trovata.

31 Luglio 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | , , | Ancora nessun commento.

2 Agosto 1972, ore 09.00

Erano giorni caldi, direi afosi. In città non si respirava. (Voi direte, ma tu non c’eri. Non c’ero ancora, ma stavo per arrivare). Sarei dovuta nascere in Luglio ed essere cancro, ma NON VOLEVO NASCERE. Sono nata con il taglio cesareo (se no penso che sarei ancora là).

Quando mia mamma mi ha visto, al risveglio dall’anestesia, ero un piccolo mostricciattolo. La vestina rosa era tutta macchiata di sangue e mia mamma si è spaventata moltissimo. In realtà, e per fortuna, non era niente di grave (ma sarebbe potuto esserlo). Con il bisturi mi hanno tagliuzzato l’orecchio (ancora oggi ho la ciccatrice).

Ero una vitellina, quasi 4 kg di bimba rompiscatole.

Già dalle prime ore di vita la mia mamma e il mio papà hanno capito che sarei stata una rompiscatole.

Io non piangevo, urlavo.

Io non volevo il latte materno, ma solo il latte artificiale dal biberon. E mia mamma che si faceva le punture per mandarlo via. (ma non esisteva a quei tempi la banca del latte? O non poteva provare a toglierselo e a darmelo con il biberon. Qui giorni sembrano il medio evo.

Di notte urlavo (ma avevo fame; ma perchè non mi davano da mangiare???). Poi mia mamma se ne è fregata delle indicazioni dei medici ha iniziato a darmi da mangiare quando avevo fame e non ero poi così rompiscatole.

Ero già leoncino dalle prime ore di vita…

 

31 Luglio 2008 Pubblicato da stellasolitaria | UN TUFFO NEL PASSATO | , , , , | Ancora nessun commento.