Carissimo amico mio
Carissimo amico mio,
il destino ha voluto che le nostre strade si incrociassero, in una giornata di pioggia, e dopo poco il sole ha iniziato a splendere nell’universo. I nostri pensieri ci hanno tenuto compagnia in giorni di sole, in serate di pioggia. La cosa certa e che io e te c’eravamo.
L’amicizia va oltre lo stare bene o lo stare male. Amico è colui che sa farsi invisibile quando è necessario, ma l’altro sa percepire la sua presenza. Lui è li.
Nei momenti difficili si tende ad allontanare chi ci vuole bene. Il mondo sembra sgretolarsi e noi siamo dentro quel mondo.
Una luce, se pur flebile, splende sempre. L’amore, l’amicizia, la fede, la speranza, la tengono viva. Quella luce ti scalda il cuore.
Io sono qui. Non voglio imporre la mia presenza, ma sappi che io ti sono accanto.
Un sorriso di luce al mio amico speciale.
P.s. l’amicizia vera è meglio di ogni amore…
La mia buona stella oggi ha brillato di una luce fortissima
Ore 7.00 suona la sveglia. Mi sono addormentata in diagonale sul letto di mia mamma a casa dei miei che sono in campagna. Già un caldo soffocante al mattino presto e la finestra è spalancata. Oggi ho potuto dormire mezz’ora in più perchè la mia collega andava su prima lei. Cerco tra i vestiti stirati, già pronti per portare a casa, qualcosa da mettermi. Ieri sera ho parlato a lungo con l’alieno tornato domenica sera dal Portogallo e poi abbiamo mangiato insieme gnocchi ai formaggi e non avevo voglia di andare a casa da sola e allora mi sono fermata li. Sapere che almeno lui di notte dorme nella stanza accanto mi dà un senso di sicurezza.
Dopo essermi preparata una bella tazza di te e preso su il pranzo sono scesa. Appena arrivata davanti alla megane e allungato la mano per aprirla il sensore non dà alcun segno. Cerco nella borsa per vedere se la scheda è dentro, ma non la trovo. Già in ritardo risalgo le scale e mi viene in mente che l’alieno ha prestato la Honda al papi perchè è rimasto a piedi domenica sera e quindi mi immagino che avesse preferito prendere la mia macchina al posto della moto e così è. Riscendo per salire in macchina. Sono le 7.50.
Dopo qualche minuto mi trovo sulla tangenziale direzione Cremona. Corsia di sorpasso, forse un pò troppo forte, ma sempre meno rispetto alle altre mattine. I miei occhi sono sbarrati. Il mio cuore accellera sempre di più. Una berlina bianca, grande, dalla targa gialla procede verso di me. Suono e suono ancora, ma la berlina non accenna a fermarsi o a spostarsi. Nella paura e nel battito accellerato un’estrema forza e lucidità. Senza nemmeno guardare se nella corsia accanto veniva qualcuno mi sono buttata con un gran colpo di sterzo sulla destra. Ho aperto il finestrino perchè non respiravo più. Non trovavo il cellulare per chiamare la polizia. Ho iniziato a sudare e sono arrivata in ditta che dista 36 km da casa mia tutta tremante. Poco prima di entrare in ufficio ho chiamato mia mamma che dopo aver sentito il mio racconto ha detto: amore mio, ringrazia Dio per essere ancora qui. Oggi ti è stato davvero vicino.
Ho visto la morte davanti a me. L’impatto di un frontale è terribile e io andavo di molto oltre i 90 all’ora consentiti e la berlina bianca anche. Oggi la mia stella ha brillato di una luce fortissima.
L’alieno
Up date: 8 ottobre 2009
Stamattina ho visto che uno dei post più letti era quello dell’alieno e allora l’ho riletto e ho sorriso.
So che lei, la fidanzata dell’alieno, quando l’ha letto voleva buttarmi giu da un burrone. IO lo trovo delizioso, il post intendo…
beh se ricapiti tra le nuvole del mio cielo ti mando un abbraccio stellare…
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Questo è l’alieno e questa è la folle che da qualche anno sopporta l’alieno.
Caratteristiche dell’alieno:
1) Bellissimo: ho scelto intenzionalmente una foto dove sia venuto male!!! (alla faccia della foto venuta male)
2) Stronzo: tutti i suoi problemi sono attribuili a sua sorella, anche se lei non c’entra nulla. Lui ha sofferto tantissimo a causa di fidanzate egoiste e cattive e ora lui non vuole più legarsi e soffrire. (Questa mi sembra di averla già sentita)
Suoi sogni nel cassetto:
1) Voleva restare figlio unico: non riesco a capirla questa, considerato che è nato ben tre anni dopo sua sorella. (adesso ho capito!!!)
2) Avere una casa piena di giornalini, macchinine, robot, libri fantasy. (Temo che presto si realizzerà.)
Suoi amori:
1) La donna folle della foto, che apparentemente è simpatica, carina, solare, allegra, di compagnia e persino inelligente, ma deve avere qualche tara x’ è da qualche anno che ama follemente l’alieno.
2) il cuginastro, ossia il suo gemello diverso
3) se stesso.
I suoi odi:
1) sua sorella: e proprio non riesco a capire come mai, è così adorabile.
L’alieno proviene da un mondo parallelo, e per caso (proprio non me ne capacito) è caduto su questa terra, si ed è piombato proprio sulla mia testa. Se abbaiasse meno sarebb anche quasi, e dico quasi, simpatico. Deve essere la stanchezza, no non potrebbe essere simpatico l’alieno, se no non sarebbe lui.
Ops, nella foto Alieno e fidanzata sono a Parigi….;)
Siediti un istante
Siediti un istante
accanto a me,
dammi la mano,
fatti toccare.
Siediti un istante
e parla con me
è tanto che non vieni
è tanto che non ti sento.
Siediti un istante
e dimmi cosa c’è oltre quel muro
che mi separa da quello che sto cercando.
Siedi un istante
vicino a me
e fammi sentire il calore del tuo amore.
No, non andare via
sei appena arrivata
e senza di te mi sento persa.
Ti prego,
non andare via!
E lei si allontana, adesso come sempre. E lei si allontana perchè io voglio che si allontani, anche se non me ne rendo conto. Vorrei sentirla, adesso come sempre, lei c’è, lo so, sono io che sono distante.
Lettera immaginaria ad un amico triste
Carissimo amico mio,
vorrei abbracciarti forte, asciugare le lacrime del tuo cuore e donare un sorriso alle tue domande. Vorrei avere il coraggio di alzare quella cornetta, ma ti conosco e so che la tua timidezza creerebbe un gelo. Noi, che nella nostra diversa diversità, siamo così vicini.
Lo so che tu mi chiederesti perchè il Dio in cui credo porta malattia e morte in questo suo regno. Perchè porta sofferenza tra questi suoi figli. E io ti risponderei: Non è lui che semina sofferenza, morte, dolore. Lui però ci dono la forza e l’energia per andare avanti, con dignità e sorriso. E tu mi guarderesti con quell’aria dubbiosa.
Oggi, quando ho ricevuto il tuo messaggio, avrei pianto. Mi sono messa nei tuoi panni e ho provato una tristezza infinita, un senso di vuoto, un senso di qcn che è rimasto senza una parte di sè. E’ la sensazione che proverò un giorno, spero lontanissimo, quando quel messaggio lo manderò io a te.
Non so amico se avrò il coraggio più tardi di chiamarti. Forse a me farebbe piacere se tu lo facessi, ma non so se io ce la faccio.
Ti abbraccio amico mio e ti sono vicino.
Questo è il mio amico:
http://stellasolitaria.wordpress.com/2008/11/23/ti-voglio-bene-amico-mio/
Questa è la triste storia di un angelo bellissimo
Questa è la storia triste di un angelo che ora veglia su di noi, di un angelo che in cielo ha riconquistato il sorriso e ha capito cosa voglia dire FELICITà.
Fine anni ‘60. Marina di Carrara. Famiglia normale: padre camionista, madre casalinga e due figli piccoli. Casa in affitto e debito per comprare il camion. Improvvisamente il vuoto: il padre scompare dall’oggi al domani, lasciando la famiglia in una situazione economica disastrosa: debiti da pagare, bollette arretrate, due figli ancora piccoli da crescere. Ma il padre non è morto. Il padre abbandona la sua famiglia per trasferirsi a vivere in Australia con la figlia sposata del nuovo compagno della madre. Questo crea un senso di inadeguatezza nel mio piccolo angelo. Ha poco più di dieci anni e si sente responsabile per la sorellina e per la mamma. Il sorriso gli scompare dal volto, e pensare che quando sorrideva era bellissimo!!! La mamma trova lavoro come bidella in una scuola, i figli vanno a scuola e quando il nonno materno viene a mancare si trasferiscono nella casa indipendente della nonna. La famiglia è unita e sono tutti molto legati gli uni agli altri, ma il mio piccolo angelo ha una tristezza che lo accompagnerà fino alla fine. Tristezza che io riesco a percepire e mi destabiliizza.
Il giovane angelo cresce. Frequenta una scuola professionale per due anni e poi inizia a lavorare come operaio in un’azienda locale. Conosce gente, ma non riesce ad instaurare un rapporto profondo o anche quelle che crede amicizie profonde si spezzano, come una fune sotto sforzo eccessivo. Conosce una ragazza, stanno insieme anni e si sposa. Non so nulla di lei, perchè l’aveva rimossa dal cuore e dalla mente. Si sposano con un sacco di sogni, e un anno dopo nel giorno del suo compleanno lei lo lascia per un tossico dipendente che si sente in dovere di aiutare. Quel giorno un altro pezzo di muro si sgretola. So che qualche anno dopo lei torna da lui, ma lei aspetta un bambino dal nuovo compagno e lui non ne vuole più sapere. Il suo cuore piange. Il suo viso diventa di ghiaccio.
Una sera, con amici, conosce una ragazza che dopo poco rimane in cinta di un bimbo. E’ felice per la nascita di questo bambino, anche se è l’inizio di un nuovo precipizio. Lei è una ragazza ricca e viziata, che ha già una bimba più grande che cresce senza papà. Si era innamorata di un uomo molto più grande e credeva in quell’amore. Poi lui si è dimostrato quello che era e lei ha scelto la bimba. Ma nemmeno questa storia le da la stabilità di cui ha bisogno. Due esseri fragili e sensibili, ma profondamente insicuri. La convivenza nella casa di lei è ingestibile. L’interferenza umana ed economica della famiglia di lei lo fanno sentire un ospite in casa e mette fine a questa storia. Un grandissimo amore lo lega al bambino, che cresce tra la casa della mamma e del papà. Essere padre gli ha dato la stabilità e fiducia in se stesso di cui aveva bisogno. Ma il mio angelo è solo e ha voglia di un nuovo grande amore.
Il mio bellissimo angelo conosce Stella e nasce una bellissima storia. Stella si ricorda con emozione l’incontro, sul lungo mare di Marina di Massa. Stella si ricorda i dolci messaggi e i forti abbracci. Stella lo ama, ma Stella va in crisi. Stella capisce che sono due mondi diversi e lei non vuole lasciare la sua città per lui. La situazione familiare è complicata. Lui vive in una mansarda sulla casa della nonna, che non è completamente indipendente e Stella che ha una casa sua nella sua città non vuole indebitarsi per comprarne una nuova. Stella non è pronta al grande passo. Stella vuole solo magia. Non è pronta alla routine di tutti i gioni. All’angelo non basta vedere Stella una volta a settimana e vuole una compagna accanto a se per iniziare una nuova vita. Stella fugge nel suo mondo parallelo, fatto di sogni e poesie. L’angelo cade in una nuova crisi profonda. Inizia a frequentare gli amici di un tempo, si allena in bici come un dannato, si mette con una ragazza che abita vicino a casa sua ma non riesce a dimenticare Stella.
Una sera di luglio tornando verso casa Stella chiacchiera a lungo al telefono con lui. L’angelo è appena stato in vacanza all’Elba e ha deciso di lasciare la ragazza che frequenta da poco:”Lei non è come te. Non ha mai voglia di fare niente. Mi manchi. Senza di te non riesco a vivere”…queste sono le parole che Stella conserva negli anni.
Stella va in vacanza in montagna. E’ il 12 agosto 2006.
A fine agosto stella va per un week end in Versiglia e gli manda un msg per chiedere informazioni su una trattoria che Stella amava. Le risponde sua sorella. Stella va subito da lei e apprende cosa è successo.
La notte tra l’11 agosto e il 12 agosto, Lungo mare di Marina di Massa. Aveva riportato il bimbo a casa, era con lo scuter, piove e c’è bagnato, cade. Si rialza, viene portato in ospedale, ma i carabinieri avvertono i familiare la mattina dopo. Muore da solo in ospedale. Il tribale che aveva al collo scompare nel nulla come i suoi sogni. Trauma cranico e il mio angelo non c’è più.
Al funerale ci sono amici, parenti, ma non c’è Stella perchè Stella non lo sa.
Nessuno la cerca, nessuno la chiama. Nessuno sa il nome di Stella.
Stella cerca un rapporto con la sorella, ma la famiglia di questo angelo pensa che sia tutta colpa di Stella. Stella chiede una cosa appartenuta al suo angelo, le viene detto di si, ma ancora oggi non ce l’ha. Sulla sua tomba xo’ c’è la poesia che Stella un giorno ha lasciato su un mazzo di fiori. Quella poesia è stata conservata.
Oggi ho deciso di raccontare questa storia triste perchè è inutile sentirsi in colpa per qualcosa che non è dipeso da noi. Stella non se l’è sentitia di vivere da donna e ha scelto di rimanere bambina. Questa è stata l’ultima storia di Stella e poi ha iniziato a rincorrere fantasmi. Stella non crede nella storie di sesso o nelle avventure. Forse Stella ha deciso di inseguire fantasmi perchè così stava da sola. Da sola con i suoi hobby e le sue passioni, le sue insicurezze e le sue paure. Ora Stella ha capito, che i fantasmi non esistono e se il suo angelo non c’è più non è colpa sua. Stella è pronta per vivere da donna e non più da bambina. Stella è diventata grande. Stella non ha più paura perchè i fantasmi non esistono e gli angeli dal loro cielo ci proteggono. Prima ero riuscita solo a dire questo:
http://stellasolitaria.wordpress.com/2008/09/18/ti-ricordero-sempre-cosi-bellissimo-3/
La vita
La vita è il dono più grande che abbiamo mai ricevuto e che mai riceveremo.
La vita è un dono che crea altri doni e ce li regala in ogni istante.
La vita ci regala sorrisi, ci regala abbracci, ci regala emozioni, ci regala sensazioni, ci regala brividi.
La vita ci guarda negli occhi in ogni istante della nostra vita.
La vita ci prende per mano e ci conduce nei nostri minuti, nelle nostre ore, nei nostri giorni.
La vita si addormenta con noi la sera e si risveglia come un nuovo giorno al mattino.
La vita è magia che noi dobbiamo vivere.
La vita è poesia che ci deve aiutare a vivere meglio.
La vita siamo noi, il nostre cuore, il nostro animo, il nostro oggi, il nostro domani…
…il cuore di Anto…
(da: commento di Antonina del 04.11.08 a “Mio Padre”
Ciao, come promesso,questa sera sono venuta a trovarti. Ho letto un pò di tutto, ma per poter riflettere e pensare a tutti i contenuti che hai steso, mi ci vuole almeno un mese.
Ti domanderai come mai il mio commento lo esprimo proprio quando parli di tuo padre….
Sai io il mio non mi sta più accanto da anni; non è morto, e non vive neanche troppo distante da me, ma quasi 10 anni fa ha deciso di non essere più un padre, ne per me ,ne per i miei fratelli.
All’inizio non soffrivo di questa sua scelta, ero arrabiata, provavo odio nei suoi confronti, per quello che abbiamo dovuto subire per colpa sua.
Non è sempre stata un cattivo padre, forse eravammo troppo piccoli, io e i miei fratelli, per capire….
Ma le sue premure, il prendersi cura di noi, con il tempo si è trasformata in didattura,(non scherzo).
Mi ha detto che mi voleva bene, tantissime,volte ma con l’andare del tempo, non ho più creduto alle sue parole.
Non voglio annoiarti, voglio solo dirti che le parole scivolano sulla pelle, i gesti quotidiani restano nella memoria per sempre.
il papà è una figura fondamentale nella vita di ogniuno, soprattutto per le ragazze, ma non tutti riescono ad apprezzarla, e quando viene a mancare, ti crolla il mondo, è come una casa senza un pilastro portante, sta su ma a volte ha dei cedimenti.
Ti chiederai quando è stato il momento in cui mi sono resa conto che mi mancava mio padre, nonostante fosse “cattivo”, quando sono rimasta incinta del mio gioiello più prezioso, Camila.
Adesso basta…seno piango!!!
Ti prometto di venirti a trovare ancora e ancora…
E per concludere, prova tu a fare il primo passo verso tuo padre non avere paura, in fondo tutti i giorni ti fa capire quanto ti vuole bene, e magari ha bisogno anche lui di sentirsi dire TI VOGLIO BENE
BACI, BUONA NOTTE
—
Non è la prima volta che un commento diventa un post, ma è la prima volta che faccio un post con esperienze di vita di qcn altro…spero che questo non urti la sensibilità di nessuno…è un mio piccolo dono per te…spero che ti scaldi il cuore come le tue parole hanno scaldato il mio…non solo i sorrisi scaldano il cuore ma ogni esperienza di vita…un bacio a te Anto e complimenti per la bellissima Camila…
…sempre con me
Up date: 28.11.08
Oggi ti sento vicina,
come sempre, come non mai…
oggi vorrei che fossi qui, con me…
ti immagino li,
sulla sedia a dondolo a fare la maglia,
con il tuo stanco sorriso
Oggi vorrei fossi qui per abbracciarti forte
e confidarmi con te…
Mi manchi, tanto, tantissimo,
oggi come non mai,
oggi come sempre
Ti voglio tanto bene, tantissimo…
Lo so, ci sei…
—
…sola in questa stanza
percepisco la tua presenza
non mi dici nulla ma ci sei
mi chiedo perchè non mi parli più
o forse sono io che non riesco
ad ascoltare quello che mi stai dicendo
mi mancano i giorni in cui mi parlavi
mi mancano i momenti in cui eri qui con me
forse il mio cuore è diventato arido
e non riesce a percepire i tuoi segnali
prima eri sempre qui con me
ora non più
forse c’è gente che ha più bisogno di te
ma ricorda che mi manchi
vorrei fossimo sempre insieme
anche adesso
l’aria è leggera e so che ci sei
ma so che all’improvviso
l’aria si farà pesante
la mancanza di te
lei è gelosa perchè non ti vede e non ti sente
lei mi invidia un po’
e mi chiede come sei
ma tu non sei
tu sei
ma lei non lo capisce
lei sa che tu eri con me
anche quando te ne sei andata
anche se io non c’ero ancora
e lei sa che ti sei sempre presa cura di me
grazie di esserci
stai per andare via
lo sento
ti voglio bene…
Cara Nunzy
Cara Nunzy,
su questo mio sentiero
io
la mia stella vado cercando.
Vado cercando una stella
che illumini il mio cammino
che porti nuovi colori
nel mio giardino
che porti nuove musiche
alle le mie orecchie.
La stella che vado cercando
è come un angelo,
non è nè uomo nè donna,
non ha una sua voce, ma mille voci, le voci del cuore.
Non ha un viso suo,
ma mille visi,
il viso dell’amicizia, dell’amore, della speranza, della fede.
La stella che vado cercando
non ha una lingua sua,
ma parla la lingua del mondo.
La stella che vado cercando
non è una, ma infinite;
non è ora, ma è ora e sempre.
Su questo sentiero
alla ricerca della mia stella
tu mi hai incrociato.
Non pensavo
che leggere un tuo racconto
avrebbe portato così tanta luce su questo mio sentiero.
Luce
che rischiara i miei giorni e le mie notti.
Luce
che mi ha illuminato il volto e l’anima.
Luce
che mi ha fatto capire
che tutto ciò che abbiamo
è un dono,
che tutto ciò che viviamo
anche se per un brevissimo istante
è un dono,
Questa luce luce è un dono.
Questo dono è luce.
(grazie per avermi incrociato e grazie di esserci)
A mio padre
Leggendo il Post di Nunzy mi sono commossa e ho avvertito il bisogno di scrivere due paroline per il mio papi.
Siediti accanto a me, chiudi gli occhi e ascolta il mio cuore che parla.
Ascolta il mio cuore che ti dice quanto bene io ti voglia.
Non ti ho mai detto PAPA’ TI VOGLIO BENE.
Forse non te l’ho mai detto perchè tu non l’hai mai detto a me.
Tu hai letto nelle mie parole e nei miei gesti
arroganza e prepotenza,
tu mi hai dato tutto quello che potevi darmi,
vestiti belli e costosi, una bella macchina, un’istruzione qualificata, e ora una casa
Non mi hai mai dato un sorriso, una carezza, un abbraccio
che io tanto ho desiderato,
lo desideravo quando ero piccina
li desidero ora che sono grande.
Non so se mai avro’ il coraggio
di aprirti il mio cuore
e dirti quanto bene io ti voglio davvero
e ti chiedo perdono per tutto il male che io ti ho fatto,
male con i miei insulti,
mare con la mia arroganza,
male con la mia insensibilità.
Ti voglio tanto bene.
i ricordi del cuore
Sabato pomeriggio
i colori dell’autunno
il profumo della campagna
RICORDI
ed apro con avidità quel baule
e una lacrima mi scende sul viso
lenzuola ricamate a fatica
asciugamani con le tue iniziali
bicchieri decorati tenuti per anni nel mobile del salotto
quanta fatica avrai fatto
per farti il tuo corredo
ci tenevi e come
RICORDI
ed ora queste cose saranno mie
nella mia casa
e tu sarai nel mio cuore
RICORDI
non eri una donna facile
ma il destino non lo è stato con te
non hai trasmesso amore
(dicono di te)
ma io lo percepisco oggi
che tu non ci sei piu
oggi piu’ di ieri
(ormai sono nove mesi che ci hai lasciati)
ma nel mio cuore ci sarai sempre
RICORDI
Ti ricorderò sempre così, bellissimo
Up date: 1.12.08
Roby,
chiudo gli occhi in questa sera di ricordi del cuore,
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma ti sento lontano…
ricordo un pomeriggio, era sabato, era luglio,
ed era l’ultima volta che ricordo la tua voce, il tuo sorriso…
ricordo le tue parole dure vs. di lei,
e io ti ho anche sgridato perchè avresti dovuto dimenticarmi
ma tu mi avevi nel cuore,
e nel cuore mi hai portato lassu nel cielo…
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma non ti trovo…
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma tu non ci sei
—
ROBY
Marina di Carrara, 12 Agosto 2006
Roby,
ringrazio il Dio in cui credo Per avermi dato la possibilità di conoscerti e di amarti…
conserverò i tuoi sorrisi e le tue dolci parole i magici momenti trascorsi insieme e l’immagine del tuo volto sorridente mi accompagnerà nei momenti bui…
ringrazio il Dio in cui credo per avermi dato la possibilità di rimanere tua amica…
Chiedo al dio in cui credo di farmi capire perchè ha voluto dividere le nostre strade qui sulla terra e poi allontanarti bruscamente da tutti coloro che ti hanno voluto bene e a cui tu hai voluto bene…
Chiedo al dio in cui credo di farti capire i motivi delle mie scelte che forse qui in terra erano a te incomprensibili…
Chiedo al Dio in cui credo di vegliare su tutti noi che ti vorremo sempre bene e di darci la forza di sorridere pensando a te…
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