Polvere di riflessione
Ieri sera polvere di riflessione è caduta su di me. Gli alberi hanno assorbito chi me l’ha lanciata, ma la polvere ha scatenato il vento e gli alberi e le foglie intorno a me si sono sollevati per sostenermi.
Ho riflettuto sulla mia anima che cerca la sua parte mancante. La tristezza struggente che serve per completarmi. Quella tristezza misteriosa ed affascinante che serve a luce di stella per brillare sempre di più.
Io ho sempre creduto che se è amore, è per sempre. Per questo non credo nel paradiso perduto, perchè se paradiso fosse stato, paradiso sarebbe ancora oggi.
Ora vedo una rosa, splendida e profumata. Lei è oggi, ma il suo ricordo e il suo profumo saranno in noi anche domani. I miei pensieri si abbracciano stretti e crescono insieme alla mia anima.
La mia anima osserva, la mia anima annusa, la mia anima ricerca se stessa.
Non ho mai visto il finire di un amore correlato all’evoluzione della nostra anima. Un tassello mancante trovato e quella persona che credevamo di amare non collima più con la nostra anima. Ma il Dio in cui credo ha sempre detto Amore è per sempre. E allora mi immergo come stessi tuffandomi tra pensieri e riflessioni, tra frammenti di vita o sogni di bambina. Mi immergo tra e il rosa e il blu alla ricerca di una risposta. Quante volte la mia anima dovrà immergersi in questo mare di rami e di foglie, di vento e di aria, di acqua e terra per trovare una risposta. Polvere di riflessione è stata lanciata su di me.
Giornata d’autunno
Seduta sui gradini
aria fresca
alberi vestiti d’autunno
alle mie spalle
davanti ai miei occhi
il cielo
sembrava una lunga distesa di mare
la campagna sembrava leggera
rallegrata dai raggi del sole
i miei pensieri
nelle foglie cadute a terra
nelle api
che ancora cercavano cibo nei pochi fiori rimasti
nei colori tenui del cielo
nei verdi della natura intorno a me
i miei pensieri
fra gli alberi
dietro le mie spalle
Impossibilità
Ora, io sono qui. La sera sta scendendo. La nebbia si fa leggera. Ha smesso di piovere. Le luci delle macchine illuminano il buio che sta arrivando come ogni sera, come ogni giorno. Io sono qui, ma i miei pensieri sono come farfalle che si posano sul fiore più bello del loro giardino. I miei pensieri sono come gli sguardi che si posano sul diamante più bello della vetrina. Io sono qui e i miei pensieri sono ora posati su un diamante, prezioso, importante, irraggiungibile. Il diamante brilla, ma non sa di brillare. Il diamante adorna collo di donna rendendola unica, senza sapere di essere prezioso e unico. Il diamante non ha sorriso, non ha cuore, non ha nome. Il diamante dei miei pensieri ha un cuore buono, un volto d’angelo, uno sguardo triste, ma un’anima ancora bambina. Il diamante più prezioso lo sogni e lo desideri, ma non è in vendita. Non sarà mai tuo. Il mio cuore batte, ma è un battito senza domani, è un battito senza ora. E’ un’illusione che mi fa sorridere mentre la penso, ma poi si schianta contro i muri della mia stanza, lasciando polvere di stelle nell’aria. Ma io sorrido e il mio cuore è pieno di gioia perchè nella vita ci sono tanti modi di amare. Amare non vuol dire possedere. Amare vuol dire nutrire un sentimento forte e pulito per un’anima bella. Le strade spesso si osservano, come due persone che si sono appena conosciute, si sfiorano per una frazione di secondo, ma non si incroceranno mai. La vita è sole e pioggia, è lacrime e sorrisi. La vita è come un’altalena.
Ora, io sono qui, e vorrei stringerti forte a me. Non è possibile. Mai lo sarà. E’ come toccare la luna con un dito e sapere che non la toccherai mai. E’ bianco e nero, adesso. E’ una metà del sogno. E’ una musica che si interrompe. Non sono triste perchè il mio cuore batte ancora. Non sei un fantasma. Non sei uno spirito. Sei l’impossibilità del mio amore. Sei tutto e non sei niente. Sei reale e irreale. Non ti ho sognato. Tu esisti, ma solo nel mio cuore. Tu esisti, ma solo per la mia anima.
Ora, io sono qui, e tu chissà dove sei. Forse la tua storia è già stata scritta o forse è ancora nel cuore di chi la scriverà. Io ti percepisco carne e anima, ma sei intrappolato nei miei pensieri e la mia paura di amare ancora non ti ha ancora fatto vedere la luce.
Solo una piccola stella
Nei meandri bui e confusi della tua mente vaga la tua anima ancora bambina. E’ un’anima colorata, con occhi sognatori e un cuore con tanta voglia di amare.
La nebbia sopraggiunge da lontano, con il suo fascino e il suo mistero.
La tua anima cerca di non lasciarsi abbracciare dal suo soffice manto. La nebbia sopraggiunge veloce e la tua anima è immersa in un mondo surreale.
Lo scorrere inesorabile del tempo come ruga su viso di neonato.
Il cuore è come trafitto da spada di guerriero nemico. Sgorga ancora sangue e diventa nebbia di sangue. Quel sangue diventa pietra e il cuore non vuole più battere.
La trappola di cristallo diventa bara per la tua anima.
Una piccola stella cade su questo giaciglio e come ali di farfalla la tua anima accenna un lieve sorriso.
Il cielo si fa chiaro. La nebbia sembra allontanarsi. Dal terreno di pietra sboccia una rosa. Un uccellino si intravvede nel cielo. L’aria si fa fresca.
Una piccola stella, solo una piccola stella.
Ora la stella può tornare nel cielo.
Un lieve sorriso renderà più bello il tuo viso.
La luce della stella illuminerà il tuo cammino e scalderà il tuo cuore, che ha tanta voglia di battere forte.
Una piccola stella, forse, una piccola stella, amica fantastica e fatata della tua anima. E’ solo una piccola stella, niente di più.
Il pezzo mancante
Il puzzle sembrava completo nella sua immensa vastità, ma non era completo. Un pezzo, un unico pezzo mancante. Così la vita. Sembra perfetta, tutto sembra incastrarsi perfettamente, ma un unico pezzo mancante. Corriamo come pazzi per arrivare. Vite frenetiche. Giornate massacranti. Un unico pezzo che manca. Manca oggi, illuminato dal sole. Mancherà domani, inumidito dalla nebbia. Quel pezzo mancherà finchè non avremo compreso il motivo per cui manca. Siamo sempre di fretta, sempre di corsa. Uno scoglio per trovare quel pezzo mancanti. Lo scoglio è dentro di noi. Lo scoglio impedisce ai nostri occhi di vedere, al nostro cuore di battere ancora, alle nostre orecchie di udire. Quante volte il sole dovrà ancora sorgere, quante volte il sole dovrà ancora tramontare prima che noi riusciamo a trovare quell’unico pezzo mancante?
Davanti a noi la strada
Davanti a noi la strada da seguire, tra gocce di pioggia e raggi di sole,
Davanti a noi la strada, autostrada, sterrato o irto sentiero di montagna,
Davanti a noi la strada che ci porterà verso di noi
Davanti a noi, tra lacrime e sorrisi, la strada con un cuore e un sorriso,
quella è la strada
Non mollare, non mollare proprio adesso,
è li davanti a te, davanti a noi,
la strada
(dedicata a tutte le anime belle del mio cielo che stanno soffrendo, a voi è dedicata)
Se fosse stato paradiso
Se fosse stato paradiso
non sarebbe perduto
se fosse stato paradiso
non ci sarebbero state lacrime
ma solo sorrisi
se fosse stato paradiso
non ci sarebbero anime erranti
alla ricerca di qualcosa di perduto
se fosse stato paradiso…
Primi istanti
Questo racconto lo pubblicai mesi fa e poi l’ho tenuto privato. E’ un peccato. Voglio ripubblicare tutti i racconti che avevo scritto, perchè non è giusto che qualcuno mi chieda di tenerli riservati. Sono racconti del mio io fantastico. Lei posso essere io, puoi essere tu. Lui può essere chiunque e nessuno…
Quella sera si stava allenando come ogni sera, non curante di chi le stava intorno. Era tranquilla e rilassata nel suo completino rosa della Nike. Calzoncini corti e canottinera super attillata. I suoi lunghi capelli castani erano raccolti in due codini che le davano un aspetto sbarazzino. Fascino che trapelava dalla sua pelle, dai suoi occhi, dal suo sorriso serio.
Stava facendo gli addominali nella saletta dello stretching quando sentì occhi indiscreti su di lei. Non curante continuo’ ad allenarsi. Quando si alzò per sedersi sulla panca e fare i pesini per le braccia lui le si avvicinò.
Erano sere che lui cercava di avvicinarsi a lei, ma lei non sembrava interessata. Lei sembrava essere un gradino sopra a tutti coloro che le stavano intorno.
Quella sera invece lei, super effervescente, rimase a lungo a chiacchierare. I minuti volarono, ma poi, in un momento di timida emozione vedendo che qualcuno aveva bisogno della panca si volatilizzo’ salutando quell’incontro particolarmente piacevole.
Dopo averlo frettolosamente liquidato cercò di ricordarsi gli argomenti della conversazione ma era successo tutto così infretta che non le sembrava reale. Quanto sarà stata li con quell’uomo così affascinante? Si sorrise e cercò di toglierselo dalla testa.
La sera seguente entrò in sala pesi solo per salutare la sua amica Ilaria. Lei voleva andare in piscina. Lo cercò, ma non lo trovò. Delusa si recò nello spogliatoio.
Erano quasi le sette quando stava per lasciare la piscina, ma dalla vetrata che separa piscina e idromassaggio un volto misterioso la salutò. Dopo qualche istante era già sul lettino nel termarium a chiacchierare con questo uomo misterioso.
Lo sconosciuto era stato colpito dalla sua bellezza e dal suo fisico avvenente. Dopo aver chiacchierato con lei fu attirato anche dalla sua cultura e dalla sua simpatia.
Lei sembrò essersi completamente dimenticata che era già in terribile ritardo per un appuntamento e quando lui le chiese il numero di telefono lei rispose:
“Io non mi ricordo mai nessun numero, ma se mi ricordassi il tuo è destino che io e te usciamo insieme”
Lui glielo diede e lei cercò di ricordarselo. Ci sarebbe riscita? Non c’era numero che sapesse a memoria…il prefisso tim più diffiuso, l’età pensionabile delle donne, l’età del papà di lei, e per finire l’affito che pagava lui al mese…piccola grande sfida…
Era l’una e mezza di notte quando appena arrivata a casa lei gli scrisse: “ci sono riuscita?” e nel giro di un attimo lui le rispose:”pensavo che non mi avresti mai scritto”
e lei:”uomo di poca fede” e tra un messaggio e la’ltro si addormentarono.
Questa scena era ancora nitida nella mente di lei. Anni erano trascorsi da quel giorno, ma l’emozione di quei primi momenti era dentro di lei. Non l’avrebbe mai scordato.
Solo una piccola luce illuminava quella stanza colorata
Questo racconto lo pubblicai mesi fa e poi l’ho tenuto privato. E’ un peccato. Voglio ripubblicare tutti i racconti che avevo scritto, perchè non è giusto che qualcuno mi chieda di tenerli riservati. Sono racconti del mio io fantastico. Lei posso essere io, puoi essere tu. Lui può essere chiunque e nessuno…
Solo una piccola luce illuminava quella stanza colorata. Ombre la rendevano misteriosa. Due anime erranti si erano incontrate, per caso, per gioco, quel giorno come un giorno anni prima.
Seduti sul divano bianco si cercavano e si respingevano. Tutto è il contrario di nulla. Due anime erranti ancorate alle proprie paure. Due anime erranti che avrebbero voluto ancorarsi l’una all’altra, ma forse quello non era il giorno.
Lei, apparentemente sicura di sè, in realtà terribilmente fragile, cercava un segno negli occhi di lui. E poi, all’improvviso lei chiese a lui: ma tu sei felice?
E lui, sconcertato da quella domanda, così diretta, così vera, così disarmente le rispose: no, non lo sono. I suoi occhi erano umidi. Il suo viso si voltò dall’altra parte come in cerca di una protezione, da lei, dal male che lei gli stava facendo.
E lei, con una semplicità un po’ bambina, con un grande sorriso disse: allora prendi la tua vita a due mani e cerca la tua felicità.
Ma lui era sempre più disorientato, e con lo sguardo perso in un mare di dubbi e di incertezze disse: e come faccio?
Solo una piccola luce illuminava il loro mondo. L’uno era la luce dell’altro, ma nessuno dei due se ne rendeva conto.
Quella sera, come ogni volta si incontrassero, erano vicini, vicini come non mai, sapendo che un attimo di vicinanza li avrebbi spinti lontano per sempre.
Lei capì, quella sera, che lui si era perso davvero. Si era perso tanti anni prima e questo non c’entrava con lei. Si era perso per strade oscure, si era perso in strade buie e mal odoranti. Si era perso e in fondo, gli faceva comodo non ritrovarsi e non ritrovare la via verso se stesso. Lei capì, quella sera, che le sue parole, in poesie, in racconti, in messaggi lo uccidevano parola dopo parola. Lei capì, quella sera, che per essere luce doveva diventare buio, che per essere parola doveva diventare silenzio, che per diventare compagnia doveva diventare solitudine. Lei capì, quella sera, che nulla era perduto, ma doveva lei dimenticarsi di lui e di tutto cio’ che lui era stato per lei.
Solo una piccola luce illuminava quella stanza colorata, e lei decise di spegnerla per sempre.
La luce della sera
Questo racconto lo pubblicai mesi fa e poi l’ho tenuto privato. E’ un peccato. Voglio ripubblicare tutti i racconti che avevo scritto, perchè non è giusto che qualcuno mi chieda di tenerli riservati. Sono racconti del mio io fantastico. Lei posso essere io, puoi essere tu. Lui può essere chiunque e nessuno…
Il profumo della sera era ormai nell’aria. Il cielo era un alternarsi di grigi e azzurri. L’aria era fresca. La primavera era vicina. Lei era tranquilla all’idea di non vederlo. Negli anni aveva imparato a conoscerlo. Le promesse di lui erano parole che facevano capriole nell’aria e che poi si schiantavano contro la quotidianità di cui lui non aveva mai fatto parte. Lui era un sogno di fanciulla. Lui era un’illusione della maturità. Lui era una bolla di sapone dissolta nel nulla.
Appena entrata in casa si tolse le scarpe e si sciolse i capelli. Si guardò allo specchio e si sorrise. Si spogliò, facendo cadere i vestiti sul pavimento ed entrò nella doccia. Quando uscì avverti un brivido di freddo e si accorse che non aveva acceso il riscaldamento. In quel momento le arrivò un messaggio:
“Ciao cara, ormai ho imparato che quando faccio il pomeriggio non devo prendermi impegni. Sto uscendo per un intervento e non sò a che ora finirò. Mi dispiace davvero. Ci sentiamo nei prossimi giorni”.
Anni prima si sarebbe arrabbiata. Anni prima lo avrebbe atteso davvero, ma non era quello il giorno. Si era messa d’accordo per una cena da lei, ma in cuor suo sapeva che lui avrebbe avuto un inconveniente. Prima di salutarlo, due sere prima, quando lui le aveva dato un dolce bacio lei, sorridendo gli aveva detto: Intanto lo so che non ti vedrò.
Lei aveva capito che lui era un mondo parallelo, in cui lei non voleva entrarci. L’attrazione fisica e mentale tra di loro era una magica alchimia, ma lei aveva deciso: lui non aveva mai fatto parte della sua vita e non ne mai avrebbe fatto parte. Lei non poteva aiutarlo, perchè lui non voleva trovare quel tassello che gli mancava per essere uomo. Lui era un nulla disperso nell’universo.
Avvolta nell’asciugamano, con la pelle ancora umida, si butto’ sul divano e con le parole di Blu si addormentò. La luce nella stanza era stata spenta molto tempo prima.
Emozione
L’emozione di sentire la tua voce.
L’emozione di parlare con te.
L’emozione di emozionarmi confrontandomi con te.
E poi qualcuno dice che un’amicizia, stretta, speciale, particolare, non è meglio di un amore?
Quando ti penso mi emoziono, ma è un’emozione bambina, un’emozione pura e innocente.
I miei pensieri sono in sintonia con i tuoi, pur avendo modi di pensare diametralmente opposti.
Sapere che ci sei mi fa svegliare al mattino con un sorriso nuovo.
Sapere che per te sono una piccola luce fa splendere quel sorriso.
Nuvola
Ieri dopo aver letto il post bellissimo di Alfonso
http://alfonsomormile.wordpress.com/2009/10/10/desideri/
ho scritto qualche riga, che lui ha definito Preghiera Toccante. Parole che ho scritto di getto e poi rileggendole le ho chiamate Nuvola.
Nuvola
Nuvola
che ti sei posata
davanti ai suoi occhi
nuvola
che hai ofuscato i suoi pensieri
nuvola
che ti sei messa
davanti al suo cuore
nuvola
bianca e morbida
sofficie e dolce
ma così sottile e pungente
nuvola
che la luce
riesca a scioglierti
nuvola
che un soffio di vento
ti allontani
dai suoi occhi
nuvola
a te sono così legata
ma lascialo vedere ancora
Stasera, rileggendola, la percepisco magica. Respiro aria di paesaggio surreale.
Un giorno
L’aria è fresca, pungente contro il mio viso. Il cielo è sereno. Il sole è tornato a splendere. Dietro le nuvole il sole ha lottato per essere luce, per essere guida, per essere speranza.
Tu, o amico mio, sei nascosto dietro una nuvola. Sei rannicchieato nel tuo angolo, con la tapparella abbassata, e la testa appoggiata contro le ginocchia. Seduto per terra.
I tuoi pensieri sono sospesi tra realtà e fantasia, tra cielo e terra, tra la notte e giorno.
Un giorno ti sentirai leggero, indosserai ali di farfalla e volerai su questo mio cielo. Solo sorrsi mi donerai, sorrisi d’amore, sorrisi di pace, sorrisi a colore.
Un giorno le nuvole saranno solo in ricordo sbiadito e il sole sarà la luce del tuo cielo.
Un giorno ti prenderò per mano e ti condurrò nel meandri della mia mente.
Carissimo amico mio
Carissimo amico mio,
il destino ha voluto che le nostre strade si incrociassero, in una giornata di pioggia, e dopo poco il sole ha iniziato a splendere nell’universo. I nostri pensieri ci hanno tenuto compagnia in giorni di sole, in serate di pioggia. La cosa certa e che io e te c’eravamo.
L’amicizia va oltre lo stare bene o lo stare male. Amico è colui che sa farsi invisibile quando è necessario, ma l’altro sa percepire la sua presenza. Lui è li.
Nei momenti difficili si tende ad allontanare chi ci vuole bene. Il mondo sembra sgretolarsi e noi siamo dentro quel mondo.
Una luce, se pur flebile, splende sempre. L’amore, l’amicizia, la fede, la speranza, la tengono viva. Quella luce ti scalda il cuore.
Io sono qui. Non voglio imporre la mia presenza, ma sappi che io ti sono accanto.
Un sorriso di luce al mio amico speciale.
P.s. l’amicizia vera è meglio di ogni amore…
“Dove sei? Dove sei?”
Nel silenzio della notte una voce che non conosco: “Dove sei? Dove sei?”
Mi sono svegliata all’improssivo, sudata e con il cuore che batteva fortissimo. Sono sobbalzata sul letto e ho acceso tutte le luci della casa.
Quella voce continuava: “Dove sei? Dove sei?”
Non c’era nessuno in casa, ma quella voce continuava senza accennare a smettere. Sono scesa in strada, ma la voce continuava. Con le lacrime agli occhi sono andata sotto la doccia. Gelata l’acqua che scendeva sul mio corpo e sui miei pensieri. Mi sono lasciata scivolare a terra e mi sono addormentata, tra le lacrime.
Mi sono risvegliata con un sorriso di gioia, asciutta nel mio letto, e aprendo gli occhi ho esclamato: “Sono qui”!!!
Semplicemente Stella
Semplicemente Stella, tra una nuvola e un sorriso, tra una foto a colori e polvere di Stelle. Semplicemente Stella, una passeggiata con l’amica del cuore. Un commento sul mio blog, scritto da un sorriso di luce. Una sera trascorsa ad allenarmi in palestra. Emozioni, tra i muri colorati della mia casa. Un’escursione in montagna, con il vento che ti increspa la pelle. Semplicemente Stella, voler chiarire quando un amico si allontana per un semplice malinteso. Una blog amica che ti sta vicino nei momenti difficili. Il tuo maetro, che ti tiene la mano nel lungo viaggio. Semplicemente Stella. Notti passate a dipingere. Notti passate a scrivere. Semplicemente Stella. Tra un sogno e uno scontro con un cliente. Due genitori splendidi. Viaggiare con lo zaino in spalla in paesi dove nessuno andrebbe mai a fare una vacanza. Semplicemente Stella, sognare mentre sto facendo altre mille cose. Sognatrice in scarpe da trecking. Semplicemente Stella, semplicemente me stessa.
Oggi al telefono con un amico. Emozianata a parlare con lui. Poi, mi sono fermata a riflettere su chi è Stella. Stella è la mia anima. Stella è un insieme di sogni e di emozioni. La parte sognatrice di me.
Un abbraccio al cuore di tutte le anime belle che mi hanno fatto compagnia fino ad ora. Un sorriso di luce che illumini le vostre giornate più nere, anche quando io non sarò con voi.
A presto, Stella
Frammenti di un’emozione a colori
La sera ci avvolge come ali di chioccia. Il cielo si fa scuro. Il sole si è ritirato per riflettere sul nuovo giorno che deve illuminare. I lampioni illuminano la città. Le luci delle macchine nel traffico della sera. Si intravvedono dalle finestre con le tende tirate frammenti di vita. Dentro di me, frammenti di un’emozione a colori.
Giallo, la luce che l’emozione ha suscitato nel mio cuore. Rosso, come il calore che quella voce ha emanato, come il calore che esce da una stufa a legna. Blu, come il mistero legato a quella voce.
Quella voce racconta istanti di vita, e quei racconti trasmettono un’emozione a colori. Non è un’emozione categorizzabile, è un’emozione di luce, di sole e di stelle, di giorno e di notte, di terra e di cielo, di sabbia e di neve. E’ un’emozione con cuore e sorriso. E’ un’emozione di vita.
Quella voce si avvicina a me, mi guarda nel cuore, mi abbraccia i pensieri, mi sorride di luce e mi dà un bacio di sintonia.
Dentro di me, frammenti di un’emozione a colori.
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