…il mio soggiorno attraverso il tuo sentire
Sconosciuto, ti sento, sei qui a guardare attraverso le mie parole questa nuova stanza…ti sento…ti percepisco…così come percepisco l’emozione e il coivolgimento che per entrambi questo gioco ha…e come tutti i giochi c’è una posta in premio e io vorrei correre verso quella meta ma è così coinvolgente ed emozionante questo momento che io non voglio perdermi alcun momento…continuo il mio gioco con i miei tempi…
Ed ecco cosa il tuo sentire ha percepito del mio soggiorno…
—-
relax e libri
una soffusa Luce
donano pace
atmosfera etnica
e un lilla spirituale
***
la pianta dice
molto sulle radici
ed è luminosa
e il ricordo degli avi
che sa farsi presente
***
entri la Luce
nei pomeriggi pigri
entri bassa
oppure sia dall’alto
le mattine festive
Il video: Purple rain di Prince (lo so, ti ho detto che il rock mi ha stancato , ma questo è un cult!)
La ricetta: canard aux pruneaux, per chi capisce il fancese, qui…
oppure, per chi capisce l’italiano, anatra alle prugne, qui.
*Gioco formato da un renga a 4 stanze (poesia Zen), di cui ognuna è associata a un brano musicale e ad una ricetta*
…ed ecco davanti a noi il mio soggiorno
Chiudi gli occhi, o sconosciuto illuminante e misterioso,
chiudi gli occhi e senti il profumo della lavanda,
chudi gli occhi e avverti leggerezza e semplicità nell’aria.
Immagina un’immensa distesa di lavanda che dona il suo colore ai muri,
due le tonalità scelte,
che danno colore e allegria
alla purezza e determinazione del bianco
e valorizzo il verde del mio animo!!!
Apri la porta, o sconosciuto,
apri la porta della mia casa ed entra direttamente nel soggiorno.
Chissà cosa colpisce il tuo sguardo…
Sulla parete di fronte un semplice ed avvolgente divano tre posti, con due sedute, e un pouf che puo’ essere tenuto vicino a ricordare una chase long o piu’ spostato, stile tavolino. Bianco. Tessuto leggero e delicato. Cuscini grandi, bianchi con colorati motivi floreali gli donano un tocco di colore.
Sulla parete, sopra di lui, due quadri che si fondono nell’ambiente:
due ballerine blu, che spesso mi fermo ad osservare e mi chiedo cosa mai stessero pensando quando sono sono state immortalate sulla tela
e un agave che sembra nato su quella parete.
Accanto al divano, confinante tra divano e porta della cucina, una lampada, austera ed intrigante al contempo. In una radice di una pianta, tra il blue e il verde uno stelo cromato dona attraverso un paralume di pergamena bianca bordato di argento luce, originalità e fantasia alla stanza. La guardo e ripenso agli anni passati a scalpellarmi le dita, alla fatica per trovare un divano che non le togliesse il ruolo da prima donna. Apro la porta e il mio sguardo cade su di lei.
Olre la porta della cucina, sul prolungamento della parete principale, una libreria che fa angolo con la parete che divide zona giorno e zona notte. Bianca, come il divano, semplice e lineare, una parte aperta e una parte chiusa, da antine vetro e alluminio, e continua anche oltre la porta che conduce al reparto notte, e racchiude anche il termosifone. Questo modulo non ha pero’ la parete di fondoe dietro e si intravvede il lilla della parete. Libri, foto e candele si alternano in essa. Il mio amore per la lettura, il mio amore per me stessa, il mio amore per l’atmosfera.
Difronte al divano, un mobile anni ‘50 lungo per tutta la parete, 2.80 mt in tre moduli di tre altezze…era nelle cose della nonna e ora sara’ li nella mia casa…sara’ bianco e al di sopra appendero’ la tele e qualche modulo lucido moderno…non c’è, ma io lo vedo, e li e la nonna sorride contenta.
Le tende sono bianche, lunghe fino a terra, importanti e ricche, con disagnati dei fiori arancioni e delle foglie verdi, rette da un bastone di ferro bianco…
…nella parte sinistra della stanza, davanti alla libreria, un tappeto persiano dona un tocco di etnicità e al centro del soffitto un lampadario composto da una padella satinata argento con bracci metallici e al termine di essi lucine tipo tipo quelle dell’albero di natale.
Lucine in fiori verdi anche sulla mensola da parte il divano, cosparsa di candele…
Adoro le candele, di forme e colori diversi…donano atmosfera, addolciscomo l’ambiente.
Solo la luce della radice illumina soffusamente la stanza. Le tende sono raccolte e da fuori le luci della strada. Una musica leggera mi avvolge. L’incenso vicino a me…
…questo il mio soggiorno…
Foto del mio bagno letto da uno Sconosciuto
Un giorno, passeggiando in un mare di freschi pensieri, due sconosciuti si incontrarono, e naque un gioco…un gioco di emozioni, di sensazioni…e se deve essere gioco, gioco sia…e le regole sono fatte x essere stravolte e per crearne delle nuove…uno propone, l’alto accetta o rilancia…e il gioco sia….
…entra sconosciuto nella mia casa…ti porgo la mano…ma per ogni stanza ti raccontero’ una foto e tu, o sconosciuto la leggerai e poi, una poesia con uno dei quattro elementi comuni tu farai…e il gioco inizi….
(la prima parte del gioco si trova in http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/01/15/il-mio-bagno/)
poi ho letto questa e l’ho dovuta avere qui…poi ho rilanciato e ho voluto una ricetta (amore comune x la cucina) e una musica (gusti musicali opposti)
e l’ambientazione è perfetta….il mio bagno è…..
foglie, nell’acqua
di piante aromatiche
tu, rilassata
tante candele e un bagno
tra profumi orientali
Il video: Autumn Leaves / Cannonball Adderley with Miles Davis
La ricetta: Cannelloni ripieni con ricotta e spinaci (qui).
*Gioco formato da un renga a 4 stanze (poesia Zen), di cui ognuna è associata a un brano musicale e ad una ricetta*
[Apolide]
–
Quando vidi questa nuvoa stanza, mi venne l’idea della ricetta e dela musica…ma c’erano già due stanze…e allora che fare???? allora ho deciso di avere tutto qua e ho creato questa nuova pagina.
E lo sconosciuto disse:
Allora fai una cosa, se ti va… le due stanze che stanno di là delle foglie le seppelliamo, che sono un po’ tristi (e meglio seppellirle, le cose tristi, si deve essere allegri!).
Questa è una stanza allegra, piena di speranza, nuova, appositamente pensata per te, che sei in bagno, su come ti immagino e ti vorrei.
Pranzo coi cannelloni, ma senza pasta sfoglia, fatti con le crepes sono più delicati… Sono felice che l’ambientazione sia di tuo gusto.
La musica mi pare adatta. Incenso nel bagno, tardissimo pomeriggio invernale domenicale, quasi notte…Una candela. No, anzi, tutto il bagno pieno di lumini. Rosmarino (tonificante) o altra pianta aromatica nella vasca piena che sbuffa vapore. Ecco la prima stanza.
Ma la sconosciuta non volle…naque questa pagina e ora il bagno ha due stanze e anche una stanza, un piatto di cannelloni, autumn leaves eh si foglie ancora foglie … e il bagno sia….
…il mio bagno
Benvenuto sconosciuto nel mio mondo parallelo!!!
Qui inizia il nostro gioco, ed ecco la prima foto raccontata, la foto del mio bagno.
Leggi, guarda con i miei occhi questa foto…avrai una domanda da giocare o da tenere. Buona foto:
Apri la porta ed entra con me in questa piccola oasi verde: verde il colore delle piastrelle, verde il colore del mobile…verde come un prato in cui ti puoi sdraiare…verde il colore della speranza…
Perchè verde tu mi domanderai??? Perchè verde pastello erano le piastrelle e io ho voluto scegliere un mobile lucido, verde bosco che desse tono al bagno…un bagno importante, ma anche moderno e particolare. Non poteva essere che verde!!!
Entra con me in questa stanza!!!
Il sovrano del bagno è il mobile: lungo 1,75 mt sfrutta così buona parte della lunghezza della stanza e profondo 40.cm Lucido e verde bosco, con profondi cassetti e ampi armadietti. C’è posto per ogni cosa, senza dover mettere nulla da un’altra parte. Il lavandino rettangolare è bianco è decentrato, sulla sinistra, e sulla destra un ampio piano in granito bianco punteggiato di nero su cui appoggiare ogni cosa.
Volevo trovare una soluzione estetica e comoda perchè a casa mia tutto è appoggiato sulla lavatrice. Qui tutto è il protagonista, sovrano e collaboratori del sovrano, e così nulla è mai in disordine. Sul mobile un grande specchio illuminato da due faretti, che sono anche l’unico punto luce. Volevo un effetto originale e raccolto.
Le finiture del mobile sono in acciaio, così anche i porta salviette. Verde bosco o verde pastello o verdi e gialle le mie salviette profumate di natura.
Le tende completano il quadro: tende importanti, non da bagno e quindi ci stanno proprio bene: bianche e pesanti con disegni fatti a mano.
Le piastrelle solo alte, quindi il poco spazio libero che va al soffitto e il soffitto bianco.
Un tappeto tipo stuoia nelle varie tonalità del verde dona un tocco casual a un bagno freddo e austero.
Sulla sinistra il mobile bagno, sulla destra la vasca da bagno, separata dal bidet e water da un muretto su cui ho posato tre piante grasse in vasetti grigi puntati di nero, che si abbinano al top del mobile (i vasetti sono il regalo per la casa nuova della mia zia Dida…non ho ancora inaugurato ma lei l’ha già vista)…sul top anche una candela rotonda verde e rossa, un profumatore di ambiente con essenze profumate e una candelina che gli fa emanare la fragranza e una statua egiziana che ho chiamato brutto ceffo.
Questo è il mio bagno!!!
dialogo tra me
Oggi, domenica a casa, tranquilla.
Io a casa tranquilla. Perchè?
Ah si, come posso andare a sciare oggi dopo una settimana a casa malata?
Si, il mio fisico a casa tranquillo, ma la mia mente tranquilla non è.
Il mio io sarebbe andato in Trentino a farsi 20 km di fondo.
Giornata fredda, ma il sole splende.
A casa tranquilla no, dai due passi in collina, aria pulita, aria di pensieri che corrono via, verso pensieri nuovi.
Qualche passo su verso aria sempre più fredda, sempre più nuova, una cioccolata calda e una fetta di torta.
Quattro chiacchiere con la signora del bar, un numero di teatrino e il pomerigio tra sorrisi e risate è volato via.
Tu, amico mio prezioso, tu amico mio grande, tu persona a cui voglio un bene dell’anima…
un amico comune,
l’amore per la natura e la montagna,
l’amore per la libertà,
l’amore per sè stessi.
Luce nuova
E’ scesa la notte
e una fitta nebbia sopra i tetti delle case
io a terra
caduta
e non so come rialzarmi
“segui la luce” mi sento dire
“segui la luce”
ma la luce dov’è???
Tante scale difronte a me
con gradini troppo alti
quante volte cado ancora
e non arrivo mai in cima!!!
La nebbia passa
e un flebile raggio di sole
sul mio sentiero…
una piccola grande luce
dà nuova energia a questa Stella
che brilla come non ha brillato mai.
“da dove viene questa luce???” domando.
“dal tuo cuore Stella”…”Sei tu che ti illumini d’immenso”
…e ecco una nuova luce
Rileggendo i miei pensieri
Oggi ho deciso di rileggere il mio blog. Avevo già riletto, tempo fa, qualche articolo, ma tutto, dall’inizio alla fine, non l’avevo ancora fatto.
Rileggendolo ho visto me stessa. Ma il mio blog è la mia anima, lo specchio dei miei pensieri…le mie paure, le mie incertezze, i miei sogni, i miei desideri.
Io vedo semplicemente me stessa, a luglio come oggi, anche se il mio viso e il mio cuore hanno visto lacrime e sorrisi…si, ma io sono sempre la stessa.
Il mio blog è la mia vita. Rendere privati certi articoli sarebbe come voler cancellare certe aree della mia mente, certi capitoli della mia vita.
Ho commesso degli errori, ho lottato contro i mulini a vento, ho pianto, ho urlato disperata, ho sofferto, ma non ho abbandonato il mio sorriso. Ora il mio sorriso ha più luce, più forza.
Il mo blog rimane così, con tutte le mie emozioni e le mie sensazioni,e i commenti di chi mi sta aiutando a crescere.
Io sono qui e il mio viaggio continua.
…è tornato il sole dopo giorni di neve, di pioggia, di nebbia
E’ tornato il sole, dopo giorni di neve. Mi stanno tornando le forze, dopo giorni di malattia. Il sorriso sulle mie labbra. E’ tornata la mia voglia di confrontarmi, dopo giorni intrappolata nel mio mondo.
Con un sorriso nuovo ho letto le parole di persone amiche e ho lasciato il mio pensiero.
Con un sorriso pieno di luce leggevo con gioia parole scritte per me:
“…Stai facendo un percorso meraviglioso, e da quando hai scacciato dalle tue parole quei tre scimuniti leggerti è una delizia, scrivi veramente cose bellissime e si vede che vengono dal cuore, che nascono dall’esperienza diretta, dal dolore, ma anche dalla voglia di reagire a quel dolore e vivere la vita alla massima espressione.”
E’ tornato il sole dopo giorni di neve, dopo giorni di pioggia, dopo giorni di nebbia. E’ tornato il sole che ci asciuga le lacrime, che ci illumina il viso con il suo sorriso.
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