Ti chiedo perdono
Roby,
lo so che sei li e mi guardi, e che non ci sarebbe bisogno di scrivere parole su un foglio bianco, perchè le mie parole, colorate, profumate, contente o tristi, tu le leggi dal tuo cielo.
Si, nel tuo cielo, sei li e mi guardi, e forse sorridi. Un sorriso triste, il tuo sorriso.
Non voglio ripetere parole già dette, ma vorrei che tu sapessi che la strada che ho preso l’ho presa perchè il mio vento mi spingeva in quella direzione. Non era la strada col cuore, ma in quel momento pensavo che il vento sapesse dove dovevo andare. Pensavo che da sola con i miei pensieri sarebbe stato meglio che con te e problemi che non ero in grado di risolvere. Se tu mi avessi parlato. Se tu avessi fatto un piccolo passo verso il mio Dio, non avrei mai lasciato che il vento mi allontanasse da te.
Era agosto e le nostre strade si erano già divise, ma nel tuo cuore, nei tuoi pensieri c’ero ancora io.
Sono sicura, adesso nel tuo cielo vegli su di me. La felicità che non hai avuto in terra l’hai raggiunta adesso, nel tuo cielo.
Ripenso ai tuoi sorrisi, alla tua dolcezza, alle notti passate con me al telefono, a quando abbiamo fatto l’amore nel bosco con l’aria fredda contro la pelle, a quando sulla cisa c’era nebbia, pioggia, lavori in corso e tu mi tranquillizzavi al telefono. Ripenso a tutte le emozioni che mi hai trasmesso. Ripenso alla paura di non trovare una soluzione ai nostri problemi, paura che mi ha fatto allontanare da te. L’amore che provavo per te non mi faceva dormire notti colorate. La paura era un incubo ricorrente. Paura che mi ha fatto piangere lacrime, tristi e solitarie.
Poi, all’improvviso il mio Dio ti ha voluto accanto a lui e ora nel tuo cielo vegli su noi tutti.
Non ho ancora capito perchè ti abbia portato via da noi tutti e non passa giorno che io non gli chieda di farmi capire. Non passa giorno che io non ti pensi e non ti chieda perdono. Aspetto un tuo segno che tu mi abbia perdonato.
Ti chiedo perdono per essere fuggita da te, per piangere da sola.
Ti chiedo perdono per aver creduto che il mio Dio mi volesse lontano da te.
Ti chiedo perdono e aspetto un segno che tu mi abbia perdonato.
Roby, ti voglio bene. Te ne vorrò sempre.
Non lasciarmi mai. Lo sento. Ci sei.
Tu sei normale
Sto riflettendo su cosa sia la follia e la normalità, complice il post di Nunzy e alcuni commenti relativi al suo blog, anche ciò che ho scritto io.
Io, che vorrei un giorno trovare qualcuno che mi definisca normale. Normale si, perchè normale non sono. Ma la normalità cos’è???
…
Napoli, dicembre 2003
Anno difficile e pesante. Mi concedo una settimana di vacanza in questa splendida, misteriosa e affascinante città. Sono in compagnia di Michelle e Marisa. (forse non centrano tanto l’una con l’altra, ma c’è una bella atmosfera). Siamo di ritorno verso la città sulla funicolare e mentre chiacchiero con Marisa le dico: si ma tu sei normale. Lei improvvisamente si incupisce e mi tiene il muso per giorni. Non sono più tornata sull’argomento perchè Marisa è molto timida e riservata, ma dal canto mio ci sono rimasta male, perchè lei ha frainteso le mie parole. Vorrei io un giorno essere definita NORMALE. Di tutto mi è stato detto, ma normale lei.
…
A volte mi domando come due persone così diametralmente opposte una all’altra facciano ad essere amiche, ma le siamo da anni e io le volgio bene. Spesso mi arrabbio e dico che non la cerco più, ma poi mi dispiace perche le voglio bene davvero. Lei vive in un suo mondo,solitario e distaccato. Non è essere sociale. Donna dall’animo dolce e sensibile. Amante della riservatezza e della discrezione, Spesso mi arrabbio, perchè come in tutte le cose bisogna essere in due, e bisogna essere in due a coltivare un’amicizia. Alla fine finisco sempre col chimarla e dopo che l’ho fatto mi sento bene.
Amicizia è anche accettare le diverisità dell’altro e convivere con queste diversità
Felice
A volte ti alzi al mattino
con una strana forma di euforia
e ti ritrovi a sorridere…
sorridere con gli occhi
sorriderei con le labbra
sorridere con i pensieri
non sai quale sia il motivo
ma ti senti più che felice del solito
direi euforica…
Oggi il sole brilla sul mio volto
brila sul mio cuore
brilla sulla mia mente
Sono felice
ma il motivo di tanta felicità
è a me ancora sconosciuto
Se sono così felice
sono sicura
un motivo c’è
ma non ho ancora capito quale sia
Prima o poi un segno a me arriverà
e finalmente capirò
perchè mi sento così
Felice…
Lettera a Matteo
E chi lo dice che gli amici non si trovano in chat??? E che poi magari diventano grandi amici?
Questo è il caso di Matteo, il mio carissimo amico di Perugia.
Ragazzo bello, simpatico, dolce, ma con una gradissima tristezza negli occhi.
Questa è la sua storia.
Quando Matteo nasce, vicino a Rimini nel maggio del 1969, ha gia un fratellino di qualche anno più grande. La sua mamma, per volere di Dio, non ce la fa. Matteo è un bambino sano e bello. Il papà da solo non ce la fa. Il fratellino di Matteo rimane con lui e una zia lo aiuta. Matteo viene affidato a una coppia di zii, e loro e la cugina sono la sua famiglia. Quando il papà anni dopo si risposa Matteo è un bimbo con un suo equilibrio. La sua “Matrigna” come la chiamava lui, vuole Matteo con loro, ma il papà non se la sente di togliere Matteo dalla sua famiglia. Matteo è legato ai suoi zii, a sua cugina e quando negli anni scorsi muoiono a lui viene a mancare la sua famiglia. La Matrigna si ammala e il papà di Matteo la cura. Quando lei un paio di anni fa viene a mancare il suo papà non è in grado di godersi i suoi giorni perchè si ammala e muore improvvisamente. Ora Matteo è solo. Con suo fratello non c’è un rapporto stretto perchè sono cresciuti separati. Matteo e il fratello vendono la casa del padre. Matteo, che da anni vive a Perugia dove si era trasferito per amore, decide di intraprendere una nuova avventura. Lascia l’Italia, lascia il lavoro e i suoi amici per trasferirsi in Colombia. Verso fine anno 2007 conosce una ragazza di la su internet, per Natale la va a trovare e decide di trasferirsi e aprire un salone per parrucchieri (qui era un rappresentante per prodotti da parrucchieri). E’ metà settembre 2008 quando Matteo parte. Io non ero in Italia e non l’ho potuto salutare. Ci siamo sentiti su msn e per e-mail. Mi mancheranno le nostre lunghe chiacchierate.
Lettera a Matteo (che forse un giorno gli manderò):
Matteo,
sei un buon amico e un uomo dall’animo dolce.
Ti meriti tanta felicità.
La tua mamma, tua zia, tuo zio, tua cugina vegliano su di te. E ora anche il tuo papà. Loro ti proteggeranno dall’alto e ti indichieranno la strada da seguire-
Spero che la strada che hai intrapreso sia quella che ha un cuore, un cuore grande come il tuo e che batta a 2000. Forse hai seguito la strada che loro ti hanno indicato.
Sai, amico mio, come la penso, ma se tu sei felice io sono felice per te.
Ti voglio bene amico mio.
Sono a pezzi
Oggi che fatica!!! Sono decisamente a pezzi…
Si, oggi abbiamo iniziato a dipingere la mia casa nuova.
L’entusiasmo e la determinazione non mi mancano, ma se qualcuno mi avesse visto nella tuta da lavoro di mio papà si sarebbe scompisciato dalle risate. E poi, come tenevo il rullo.
All’improvviso una goccia di colore nell’occhio. Stavo volando giù dalla scala. Che male!
Monica sei proprio unica…
Mio papà non voleva che facessimo io e Cris, ma io ho voluto così.
i ricordi del cuore
Sabato pomeriggio
i colori dell’autunno
il profumo della campagna
RICORDI
ed apro con avidità quel baule
e una lacrima mi scende sul viso
lenzuola ricamate a fatica
asciugamani con le tue iniziali
bicchieri decorati tenuti per anni nel mobile del salotto
quanta fatica avrai fatto
per farti il tuo corredo
ci tenevi e come
RICORDI
ed ora queste cose saranno mie
nella mia casa
e tu sarai nel mio cuore
RICORDI
non eri una donna facile
ma il destino non lo è stato con te
non hai trasmesso amore
(dicono di te)
ma io lo percepisco oggi
che tu non ci sei piu
oggi piu’ di ieri
(ormai sono nove mesi che ci hai lasciati)
ma nel mio cuore ci sarai sempre
RICORDI
Uomo di Nessuno
Colori d’autunno nei miei occhi
brezza leggera sulla mia pelle
nulla intorno a me
pensieri ricordi fantasia
all’improvviso
semplice e spontaneo
vibrante come non mai
Tu, uomo di nessuno,
felice
per i colori d’autunno nei miei occhi
felice
per la mia pelle increspata
felice
per i brividi lungo la schiena
bello
per la spontaneità
bello
perchè lo volevamo
nulla intorno a me
Tu, uomo di nessuno,
ora non mi arrabbio più
il destino ci ha fatto incrociare
il destino ci ha fatto ritrovare
Tu, uomo di nessuno,
un passo verso di me
e i colori d’autunno nei miei occhi
Tu, uomo di nessuno,
il mio cuore sorride
per avermi permesso di entrare per un istante nel tuo mondo
Tu, uomo di nessuno,
così ti accetto
e non ti voglio cambiare
perchè se tu cambiassi
non saresti più uomo di nessuno
Felice,
perchè per un istante
Tu, uomo di nessuno,
mi hai permesso di entrare nel tuo mondo
verso la Monica che sono oggi
Improvvisamente mi sono ritrovata grande. Improvvisamente mi sono ritrovata la Monica che sono oggi, determinata, insistente, orgogliosa, piena di energie e di voglia di fare.
Ricordo con serenità il periodo dell’Università. Come dico sempre non avrei potuto scegliere facoltà diversa, Economia, perchè è come me è varia, mutevole e non ci si annoia mai. Avrei voluto farla a Milano, in Cattolica, ma l’anno prima che la iniziassi io l’hanno messa a Piacenza e così ho dovuto andare qui. Da un lato era comoda, perchè andavo in bici e tranne un anno che mi sono fermata in mensa tornavo a casa per pranzo. La cosa che non mi è mai piaciuta di questo tipo di università è l’ambiente ristretto, sembrava di essere a scuola.
Università e amicizia. Il primo anno creiamo un gruppo ben affiatato, ma poi mi allontano perchè non sopporto la falsità, l’ipocrisia, l’approfittarsi degli altri. Ricordo Fiorella priva assolutamente di personalità e falsa come l’anima di Giuda. Sara, apparentemente amica e dietro un mare di falisità. Proprio qui conosco Barbara che per quattro anni è la mia migliore amica. Parlando di Barbara mi viene sempre il mal di stomaco. O Rita che forse è una delusione più di Barbara. E’ stato un periodo bello, ma duro, per potermi laureare in 4 anni.
Il periodo più bello in assoluto rimane l’ Erasmus. Erasmus nella mia memoria vuol dire libertà, indipendenza, Germania, primi amori, amici importanti scomparsi nel nulla, ma non dai miei pensieri. Erasmus vuol dire lacrime quando devo tornare a casa. Erasmus sarà sempre nel mio cuore.
E poi la discussione della mia tesi. La fine di un periodo bellissimo. La fine del mio essere ragazzina. Discussione a porte chiuse (ero la prima a Piacenza), ma ero troppo tesa.
Sono sicura, sarà bellissima
Per anni ho sognato il giorno in cui avrei avuto uno spazio tutto mio.
Il giorno in cui avrei potuto arredare la mia casa, con le cose che mi piacciono, con le cose che ho dipinto e decorato io, con alcune cose della mia nonna.
Per anni ho sognato la mia casa. Ed ora che la casa ce l’ho avverto un senso di paura. Paura di non farcela, paura di sentirmi sola. Paura…
Stefano ed Elena sono riusciti a liberare casa prima dei tempi e il 5 agosto mi hanno dato le chiavi. La sera stessa sono andata a vederla. Vuota mi ha infuso gioia. E’ una sensazione strana da spiegare, ma mi sono sentita grande.
Prima di andare in vacanza con il Flautista abbiamo scelto i colori. (è un favore che gli ho chiesto…lui è un grande e una persona che stimo molto).
Ho fatto vedere la casa anche a Tonino e mi ha promesso che mi fa i lavori elettrici (non c’è tanto da fare, qualcosa perchè io sono una perfezionista)
Sono tornata dal mio viaggio nei Balcani il 14 Settembre e mi sono subito messa d’accordo con Tonino. Settimana prossima viene. Ho cercato il muratore e oggi mi sono messa d’accordo con Mirko il cugino di Lidia. Ci incontriamo con Tonino martedì prossimo, così poi inizio a pitturare almeno il bagno, dato che fine mese mi portano il mobile bagno.
Sono sicura sarà una casa bellissima, molto particolare, ma bellissima.
Mio papà e le mie zie hanno finalmente diviso le cose della nonna. Avrò il mobile della sala. Ieri ho parlato con il decoratore. Vedremo se conviene farlo…
Sono sicura, sarà bellissima…
Ti ricorderò sempre così, bellissimo
Up date: 1.12.08
Roby,
chiudo gli occhi in questa sera di ricordi del cuore,
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma ti sento lontano…
ricordo un pomeriggio, era sabato, era luglio,
ed era l’ultima volta che ricordo la tua voce, il tuo sorriso…
ricordo le tue parole dure vs. di lei,
e io ti ho anche sgridato perchè avresti dovuto dimenticarmi
ma tu mi avevi nel cuore,
e nel cuore mi hai portato lassu nel cielo…
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma non ti trovo…
chiudo gli occhi e ti cerco,
ma tu non ci sei
—
ROBY
Marina di Carrara, 12 Agosto 2006
Roby,
ringrazio il Dio in cui credo Per avermi dato la possibilità di conoscerti e di amarti…
conserverò i tuoi sorrisi e le tue dolci parole i magici momenti trascorsi insieme e l’immagine del tuo volto sorridente mi accompagnerà nei momenti bui…
ringrazio il Dio in cui credo per avermi dato la possibilità di rimanere tua amica…
Chiedo al dio in cui credo di farmi capire perchè ha voluto dividere le nostre strade qui sulla terra e poi allontanarti bruscamente da tutti coloro che ti hanno voluto bene e a cui tu hai voluto bene…
Chiedo al dio in cui credo di farti capire i motivi delle mie scelte che forse qui in terra erano a te incomprensibili…
Chiedo al Dio in cui credo di vegliare su tutti noi che ti vorremo sempre bene e di darci la forza di sorridere pensando a te…
Stella dove sei?
Stella che illumini il mio cammino
vieni a illuminare la mia notte
a rischiarare le mie tenebre…
Stella che illumini il mio cammino
donami energia nuova oggi domani e per sempre…
Stella che illumini il mio cammino
indicami la strada che devo seguire…
mille pensieri nella mia mente
mille dubbi mille incertezze
Stella illumina il mio cammino
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