Oggi è l’8 Luglio 2009, e per caso, ho riletto questo vecchio post e sono stata colta da un’emozione colorata. L’ho scritto un anno fa. Ricordi che rimarranno sempre nel mio cuore. Ricordi per ciò che poteva essere, ma non è stato. Baci, dolci, profondi, emozionanti, passionali, intimi. Baci che rimarranno nella mia memoria e nel mio cuore. Pazza. Follia. Un brivido intenso. Strade che si vorrebbero incrociare, ma non si incrociano.
Non amo pubblicare vecchi post. AMO ritrovare vecchi post, rileggerli ed elaborare le emozioni che rileggerli mi suscita. Follia è quel bisogno di essere pazzi, per un giorno, un mese, un anno, chissà. E’ il cuore che di va a 2000. E’ una paranoia continua. E’ passeggiare sulla spiaggia chiedendoti perchè. Poi, a un anno di distanza, sorridi.
Ho tolto il link del suo blog, ho cancellato il numero di telefono, gli ho scritto addio. Non c’è bisogno di vedere qualcuno o di sentirlo per dirgli addio. A volte c’è una presenza nel nostro cuore o nella nostra mente a cui vogliamo dire addio.
Un soffio e l’uomo sulla fune cade nel vortice della follia. La fune era sottile, invisibile, e io l’ho sostenuta per giorni, per mesi. Un anno è passato, ma tutto è stato un soffio.
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E IL PASSATO RITORNA (10 luglio 2008)
Oggi è giovedì 10 Luglio e sono le tre e mezza del mattino. E’ tardissimo. Tocco il letto e mi addormento. Tra i miei pensieri, i miei sogni ad occhi aperti, le emozioni della serata, della notte, del mattino. Sentivo le forze venire meno, ma energia nuova mi veniva dalle sue parole. Incredibile, ma vero. Ero lucida, lucidissima, ed ero felice di essere li, tra il seduto e il coricato, dal terrazzo alla cucina. Felice di essere li.
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Non ho messo la sveglia. Forse per questo alle 6.20 i miei occhi sbarrati la fissano. Contemporaneamente mia mamma si sveglia, ancora assonnata cerca di capire se la sveglia è suonata o no e inavvertitamente accende la radio: e non ti scordare mai di me… le chiedo con un filo di voce, di non spegnerla. Mi gusto tutte le parole, pensando alla tua dedica di qualche giorno fa. Giorni, minuti, ore. La linea del tempo è confusa. Sembra anni che tu sei nella mia vita. Tu non sei nella mia vita. Affermazione e negazione. Tu sei già nella mia vita.
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Appena arrivata in ufficio accendo il mio PC. Voglio leggere, voglio conoscerti. Mi sento stupida, perché forse ti ho offeso, ma presa dalla fretta di chiudere tutto per scriverti un messaggio, per lasciare l’ufficio non ho visto il link. Non sono una persona distratta e disattenta. Non voglio sembrare ciò che non sono ai tuoi occhi. Non voglio urtare la tua sensibilità. Sono spontanea come sempre, semplice nel mio essere complessa, genuina per usare una parola che spesso sento uscire dalle tue labbra. Mi immagino le tue labbra che mi danno un bacio sulla fronte, dolce come il bacio di una mamma al suo bambino, tenero e dolce, si proprio così.
Non ho paura di scoprire un Pierre che non mi piace. Sono sicura Pierre mi piace. Mi piace per le sue parole. Mi piace per il suo cervello. Mi piace per la sua sensibilità. Mi piace per come mi fa sentire. Mi piace perché mi fa sognare, pur rimanendo lucida e presente. Mi piace perché mi fa sorridere e ridere. Mi piace per la sua spontaneità. Mi piace per la bellezza che ha dentro e per la ricchezza della sua bellezza. Mi piace per il suo essere uomo sulla fune. Mi piace quando si prende in giro. Non lo conosco. Lo conosco. E ancora una volte affermazioni e negazioni che si rincorrono.
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Domani è l’ultimo giorno di lavoro. Ho tantissime cose da fare, ma il mio primo pensiero al blog. Inizio a leggere. Nulla intorno a me. Leggo e sorrido. Leggo e penso a lui. Leggo e vorrei leggere tutto al volo, ma non voglio perdermi nulla. La lettura veloce aiuterebbe, ma a discapito delle sfumature che io non voglio perdere. Leggo tutto quello che appare nella videata poi inizio a lavorare. Il mio pensiero torna ai suoi pensieri e così il mio lavoro si alterna alla lettura dei suoi pensieri. Mi appare il Pierre che mi piace. Il Pierre che mi ha tenuto compagnia in questi giorni e in queste notti. Il Pierre che prende in giro le mie e troppo aperte, il Pierre che non vuole che gli chieda posso farti una domanda e io gliela faccio lo stesso.
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Sono convinta che noi siamo quelli che siamo grazie al nostro passato. Non saremmo quelli che siamo se non ci fosse il nostro ieri. I fantasmi non vanno chiusi nell’armadio, ma affrontati. I fantasmi non sono reali. I fantasmi sono ombre dietro la nostra schiena. Non ci vogliono fantasmi, ma i fantasmi non si allontanano da soli. Siamo noi che con il tempo non li vedremo più e non sentiremo più le loro voci nella notte.
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Lavoro e lettura del blog. Sono stata in riunione stamattina, gli occhi mi si chiudevano ma ero felice. I miei pensieri tornavano al blog che volevo leggere. Ho deciso: l’ora di pausa la passo davanti al blog. Voglio conoscerlo meglio. E’ un regalo grandissimo quello che mi ha fatto. Chi sono in fondo io per lui? Una SCONOSCIUTA…Ho deciso che non voglio parlargli (ho una voglia matta di sentirlo) e che non gli scrivo (è dalle sei che vorrei scrivergli che ieri sera non volevo riattaccare dal bello che era nonostante il sonno) ma mi sono ripromessa di leggere tutto fino all’ultima sua emozione, fino all’ultima sua lacrima e poi gli scrivo. Stamattina ho ricevuto la sua mail in cui mi dava il suo cognome e i link (si è vero ieri mi sono comportata da stordita a non vedere il link) ma io l’ho eliminata immediatamente. Non ho memorizzato nulla, obbligando i miei occhi a non vedere. Ero curiosa di capire il suo lavoro, ma solo per imparare a conoscere lui, le sue ansie, i suoi conflitti, le sue paure. Ma guardare quel link avrebbe significato cercare sicurezze. L’ho eliminata all’istante, ma gliel’ho dovuto dire via msg. Volevo che sapesse che sabato notte sarò in quella stanza per dare vita al nostro gioco senza cercare una sicurezza fisica su quel link. Sono sempre coerente con i miei pensieri. L’avevo detto ieri sera che non ne avevo bisogno. Poi il telefono è squillato e avevo talmente tanta voglia di sentirlo che ho risposto. Lui lo sapeva che non rispondevo fino a quando non avevo letto tutto, lui sapeva che era la prima cosa che avrei fatto stamattina (non accendere tutti i pc come al solito, aprire le finestre, questo non poteva saperlo) ma accendere il mi pc e leggere lui….ho finito e vorrei lui fosse qui con me…io e lui siamo iniziati insieme (neanche nel medioevo si parlava così) il 02 luglio. Tutto quello che c’è stato prima di me è suo e basta. Il volerlo condividere con me SCONOSCIUTA che gli ruba ore di sonno, che non ha un viso nella sua mente, ma solo una voce abbinata a una persona che non ama particolarmente, una sconosciuta che ogni tanto gli fa venire i brividi è un dono che io accetto con immenso piacere. Le parole belle, brutte, felici, tristi, cupe, colorate che ho letto hanno dato sfumature ai miei pensieri, hanno delineato meglio i contorni che già avevo schizzato. Non è cambiato nulla. E’ il suo passato. In parte ancora il suo presente. Leggere cose così intime è un vero dono, perché io sono entrata in punta di piedi ma in modo forte, step by step, ma anche correndo, presa per mano, ma anche da sola. Sabato notte ci sarò e sono sicura sarà bellissimo. Lui ha detto che stiamo dando per scontato che ci piaceremo. Non è così, secondo me. E’ una speranza che tutti e due (secondo me) abbiamo. Cosa c’è tra noi? Una fortissimissima attrazione mentale… aspettative o non aspettative? Sono sicura, lo sento, lo so, che mi piacerà tantissimo. Mi piace già ora. E io? Spero di piacergli. Sento e vedo che mi sta dedicando tantissime attenzioni e io a mia volta anche…lo facciamo perché entrambi lo vogliamo. Non sono dura, non sono sofisticata e altezzosa, spero solo di non ferire in qualche modo la sua sensibilità e di non invadere spazi che mai vorrei invadere. Abbiamo deciso di giocare insieme. Poi lui mi ha teso una mano e io l’ho presa. Ma anche io gli ho teso la mia mano e lui l’ha presa. E sabato ci incontreremo per la prima volta. Fino ad oggi ci siamo incontrati solo nei nostri pensieri ed è stato bellissimo. Sono emozionata e commossa dopo aver letto la sua intimità. E’ solo una conferma che è una bellissima persona, conferma alla mia sensazione a pelle. Non vedo l’ora che sia sabato notte. Non voglio che le paure mi rovinino quel momento. Spero davvero di piacergli perché è una persona speciale, con una bellezza e ricchezza d’animo che non è facile trovare, con dei lati dolci e femminili e dei lati forti e maschili. Anche se non dovessi piacergli fisicamente spero di non perderlo, perché non è facile trovare un feeling come quello che c’è ora…il filo doppio sottile tra noi sta diventando giorno dopo giorno sempre più solido…e questo è bellissimo. Ma una parte di me mi dà sicurezza e mi dice che non lo perderò. Nulla potrebbe nascere ma questo legame rimarrà tra noi anche se non dovessimo più sentirci. Rimarrà una cosa speciale tra noi. Rimarrà nei miei pensieri. Nei miei ricordi.
Ora lo penso e gli mando un bacio grandissimo.
Ciao, uomo sulla fune…
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Questo è quello che pensavo il 10 luglio. Oggi, 28 luglio cosa penso? Penso che il nostro gioco rimarrà dentro di me, dentro di noi. Questo lo penso ancora. E’ stata una cosa unica e come tale non la scorderò, non la scorderemo. Nemmeno l’incontro scorderò, anche se mi mancano dei tasselli del puzzle. Perchè non vuole parlare del nostro primo incontro? Perchè non vuole dirmi cosa gli piace di me e cosa non gli piace? Perchè non vuole dirmi quale dei requisiti ho e quali no? Sono sicura però che il passato ritorni, che gli irrisolti del nostro passato ritornino. Lui, non ha risolto il suo passato. Sembra una congiura, ma tutti gli uomini che incrocio non hanno risolto il loro passato.
…e il passato ritorna!!! Si, ritorna perchè non è mai andato via. Ritorna perchè non è risolto. Ritorna perchè ci siamo voluti mettere a sognare e in realtà non era ora. Il passato va risolto. Ci vogliono giorni, mesi, anni e la voglia di farlo.
La mia presenza sono convinta che non lo aiuti a risolvere il suo passato. E’ un po’ come quando tu dovevi sistemare lo zaino sulla moto e io ti giravo intorno. Non lo facevo con malizia, ma ti distraevo. Ecco, è un pò la stessa cosa. Prima ti ho distratto dal tuo viaggio e adesso dall’affrontare il tuo passato.
Io sono qui, in disparte, in silenzio. Non disturbo, mentre tu continui il tuo viaggio nelle tue stanze segrete. Ci troveremo un giorno nei nostri pensieri.
Non ti dimentico, perchè mi hai fatto crescere e a modo mio, ti voglio un pochino di bene.

L’importanza di un abbraccio, di una carezza, di un bacio, l’importanza di un amico che ti asciuga le lacrime.
Ti abbraccio
Signore fai che si ricongiunga a lei
tu l’hai chiamato a te
sono sicura adesso è felice!!!
Fra ti abbraccio…adesso sei felice…mi mancherai, ma so adesso sei con lei e sei felice…
ti abbraccio e grazie per la tua presenza…